Perché fare il pane

Se c’è una cosa che non riesco ad accettare nelle diete a basso o nullo consumo di carboidrati è che, a priori, spingono a rinunciare a tutti quegli alimenti che hanno in sé il segno della storia dell’umanità. Che contengono, in un certo senso, la testimonianza di ciò che abbiamo fatto sinora, sino a essere quasi una testimonianza culturale di noi, di ciò che siamo. Al contrario, i cibi ammessi sono cibi freddi, senz’anima, senza interesse. Semplice nutrimento senza un passato vero.

Il pane, invece, viene dalla notte dei tempi. Il suo sviluppo è parallelo a quello del genere umano. Si trova praticamente in tutte le civiltà e società antiche e contemporanee, differenziandosi da luogo a luogo a seconda della tradizione, dei cereali a disposizione, delle caratteristiche ambientali. Solo l’utilizzo del riso in Asia può essere al livello del pane come diffusione e come tradizione.

Quindi, se volessimo individuare un elemento che, a ogni latitudine, può essere scelto per rappresentare il concetto di casa e di famiglia, credo che il pane sarebbe probabilmente il primo; a parte, come dicevo, in Asia.

Fare il pane da sé, allora, è una attività che, se vogliamo, si potrebbe caricare di molti significati, se già non fosse semplicemente divertente e facile, e di grande soddisfazione. Se amiamo la ritualità, il cercare profondi significati nelle cose, sarà facile sentire che il fare il pane è in un certo senso il celebrare questa tradizione plurimillenaria, e, in definitiva, onorare le nostre radici.

Il pane può essere preparato in casa in tanti modi diversi, tutti molto semplici. Si può usare il lievito madre, il lievito di birra fresco o secco; si possono mescolare in diverse proporzioni farine o semola di diversi tipi; si possono aggiungere latte, oppure olio o altri grassi; si può modificare la quantità di acqua rispetto alla farina.

Ma qualunque metodo o tecnica si scelga, vi invito a provare a farvi il pane da soli. Se si hanno bambini intorno è ancora meglio. Ma anche da soli diventerà una attività piacevole, quasi un momento dedicato a sé.

Io lo faccio regolarmente. Mi piace farlo sperimentando differenti miscele o proporzioni, anche in funzione degli ingredienti che ho in casa. Cambiando tempi e modalità. Improvvisando. Sperimentando. Dedicando con semplicità il mio tempo a una cosa antica come l’uomo. Antica come noi.

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