Le presentazioni di libri più belle (o almeno quelle che mi piacciono)

ImmagineGiorni fa ho assistito alla presentazione di un libro (non è importante ora quale sia il libro e chi l’abbia scritto). L’autore era seduto a fianco all’intervistatrice con espressione compresa nel ruolo, braccia conserte e gambe incrociate, mentre gli venivano rivolte soprattutto domande incentrate sul suo “processo creativo”. L’autore rispondeva con estrema serietà, come se riportasse al Congresso degli Stati Uniti sull’esecuzione di una missione delicata e difficile, che nessun altro avrebbe potuto compiere. E del libro? Si parlava poco o niente, era sempre in secondo piano rispetto all’ “artista”. Una seriosità, una supponenza, un distacco che ho trovato veramente inaccettabile (e quel libro non lo leggerò mai).

Non è la prima volta che mi capitano presentazioni del genere, purtroppo. Sembra di assistere alla celebrazione del più grande uomo sulla terra, tanto che se non fosse che l’autore è lì penseresti che sia una commemorazione funebre.

Per contrasto ho ripensato a presentazioni gioiose e allegre come quelle, per esempio, di Gianni Zanata, o di Flavio Soriga, o Alessandra Racca (ma potrei citare tantissimi altri). Presentazioni che sono un piccolo spettacolo, una festa, con musica, intervento di tante persone anche del pubblico, lettura di brani del libro. E ho provato a definire come deve e non deve essere secondo me una presentazione per dirsi riuscita.

1. Brevità. Se dura più di un’ora, difficilmente si riuscirà a non ripetersi o a non cadere nel banale. Un’ora mi sembra la taglia massima (naturalmente dipende anche da come la presentazione viene portata avanti: se chi sta sul palco è veramente brillante e capace di intrattenere, si può continuare anche per più tempo).

2. Lettura. Più che presentazione dev’essere un reading, e il libro dev’essere al centro dell’evento. L’autore in quel contesto deve scivolare in secondo piano. Le letture dovrebbero essere scelte in modo da appassionare e far venire voglia di leggere il seguito, non da mostrare “quanto sono stato bravo”. Amo particolarmente, poi, le letture a più voci, ovvero con persone diverse che interpretano i vari personaggi.

3. Musica. La musica deve accompagnare, e magari inframmezzare le letture e gli interventi. Serve a distendere, sdrammatizzare, divertire. Comunicare.

4. Sorrisi. Tanti, tanti sorrisi. Battute, gioia. Leggere è un piacere, e la nascita di un nuovo libro va festeggiata come quella di un bambino.

5. Ambientazione. Questo punto mi è stato suggerito dal commento di Solomon Xeno qui sotto. L’ambientazione è molto importante. Eviterei luoghi troppo impegnativi come biblioteche o simili, mentre credo che siano più adatti i piccoli caffé oppure spazi all’aperto come giardini pubblici ecc. Anche qui tutto dipende dall’opera che viene presentata e dallo “stile” del’autore.

In conclusione, sì a tutto quanto possa rendere la serata leggera e divertente, no invece alla seriosità e al trattare la letteratura come qualcosa di sacro e non, invece, come un’amica divertente e magari anche un po’ di bocca buona.