Quando l’e-book minaccia le librerie

Ho un amico libraio. Non libraio nel senso che lavora da commesso in una libreria di una grande catena: lui è un libraio di quelli di un tempo, uno che innanzitutto ama la letteratura e i libri. Uno che ti dà un consiglio da lettore, che conosce davvero i libri, che sa, per esempio, che vendere un libro non è come vendere un chilo di pane o un paio di scarpe. In altre parole, fornisce un servizio di mediazione culturale tra chi pubblica libri e chi li legge. Vi pare poco?
Bene, il mio amico come tanti Librai (uso la maiuscola non a caso) rischia di chiudere. Perché ora, dopo l’inarrestabile calo di lettori degli ultimi anni, dopo la diffusione dei siti di vendita di libri online (Amazon in testa), dopo il proliferare di rivendite delle grandi catene, è in arrivo l’ultimo attacco, che questa volta potrebbe essere quello definitivo: la diffusione degli e-book.
Sì, perché gli e-book sono una iattura, per chi vende libri. Sono una iattura perchè per lui non sono considerabili, che so, come diverse edizioni dello stesso libro, come l’edizione economica rispetto alla prima edizione. No: sono qualcosa di simile al libro, ma di completamente alternativo, e che lui non può vendere. E’ un po’ come se la gente dovesse scegliere tra comprare un libro o comprare un mp3. Il libraio è sistematicamente tagliato fuori. Perché l’e-book te lo puoi scaricare direttamente dal sito dell’autore, o da quello di una grande catena (ancora una volta Amazon in testa).
D’altronde, proviamo a fare quattro conti anche se un po’ approssimativi (e mi si perdoni qualche imprecisione numerica).

Se una prima edizione costa al lettore, per tenermi basso, 16 euro iva inclusa, circa il 30% va al libraio, ovvero circa 5 euro. Dei restanti, ipotizziamo un euro di costo di stampa e almeno tre euro di distribuzione. All’editore rimangono 7 euro, dai quali deve togliere la percentuale per l’autore.

Con l’e-book, invece, niente costi di distribuzione, niente percentuale al libraio, ed ecco che il prezzo di una nuova uscita può tranquillamente scendere a 9,90 euro, dai quali va ancora dedotta la percentuale per l’autore. Di fatto, l’editore guadagna più di prima, l’autore anche, il libro al lettore costa meno, ma il libraio non esiste più.
Il mio amico per resistere fa ancora di più il Libraio: oltre a dare consigli, oltre a diventare un punto di riferimento “culturale” per i suoi lettori, organizza eventi. Magari non eventi faraonici, ma pur sempre momenti di celebrazione pubblica e collettiva della letteratura. Chiama autori, organizza reading, manifestazioni, crea interesse e senso di appartenenza tra i clienti, fornisce servizi alternativi. Ha ideato una manifestazione alla quale hanno aderito 200 librerie italiane a varie librerie di altre nazioni. Resisterà, riuscirà a sopravvivere? Io naturalmente spero di sì, per mille motivi. E il primo, molto egoistico, è che non vorrei mai dover rinunciare al piacere che mi dà il parlare di libri con gente competente e appassionatamente informata come loro. Un servizio e un

piacere che una transazione online non potrà mai darmi.