Il "triste destino" dello scrittore

La vita dello scrittore è dura, si sa. Scrivere, scrivere, scrivere. E bisogna faticare un sacco e essere bravi un sacco per riuscire a diventarlo, ovvero riuscire a pubblicare libri riconosciuti come tali e pertanto acquistati, discussi, apprezzati.
E una volta che finalmente hai fatto la tua gavetta, sei stato fortunatissimo, sei uno su quei mille bravi che ce la fa, cominciano davvero i guai. I guai? Sì.

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Navigando in un mare di libri – 2

Un tempo neanche troppo lontano, l'essere pubblicati era di per sé una garanzia di qualità. Diciamo che se eri in una collana di Feltrinelli, o di Einaudi eccetera eccetera, molto probabilmente avevi scritto qualcosa di veramente valido (gusti a parte). Se il tuo volume poteva trovarsi in una libreria, quasi certamente meritava di starci. Ed erano i lettori stessi a decretarlo, e gli editori si adeguavano, cercando di interpretare i gusti dei lettori ma anche di indirizzarli, di farli crescere.
Poi sono arrivati i reality, il mito americano del self-made-man, Berlusconi, la TV generalista e i talk show con opinionisti che hanno solo opinioni ma senza conoscere niente. E tutto è cambiato. Le pile vicino all'ingresso nelle librerie si sono coperte di libri di personaggi più o meno noti, provenienti dal mondo dello sport, della TV, del gossip (paola che odio ma è qui usata in senso dispregiativo). E queste sono le politiche dei grandi Gruppi.
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Navigando in un mare di libri – 1

Un post di Salomon Xeno di qualche giorno fa che parla della situazione di difficoltà attuale dell'industria discografica (in termini di vendite "legali") anche per l'impossibilità di proteggere i prodotti digitali consentendo comunque una facile diffusione, mi ha stuzzicato qualche pensiero sull'industria editoriale nostrana.
Sono andato anche recentemente in una di quelle grandi librerie di catene nazionali (non voglio fare nomi ma credo che si possa facilmente immaginare sbagliando di poco),e la situazione era come al solito la seguente.
C'erano tre o quattro pile di libri in bella mostra, compresi tra il Premio Strega e la moda del momento. Diciamo una trentina di titoli per pila, e semplificando si arriva a cento. Poi una marea di scaffali pieni zeppi.
Lasciando stare la sezione dei manuali, dei classici, delle guide di viaggi, dei libri per bambini, rimanevano comunque scaffali e scaffali di libri.
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