Come la meditazione può aiutarti a cucinare

Se non sai molte cose del tempo, il tempo segna la fine delle cose

Richard Ford

Non ci vuole un grande sforzo per riconoscerlo: la nostra vita è incastrata tra miriadi di impegni, obblighi, incombenze, necessità. E, spesso, ciò che facciamo non è determinato dalla nostra volontà. E’ determinato da un input esterno, da una richiesta proveniente da fuori di noi.

Non c’è che un modo per cercare di cambiare il corso di questo fiume che sembra correre, disperato e implacabile, verso la fine di tutto: fermarsi. Non esattamente bloccare tutto, smettendo di lavorare, di darsi da fare, di vivere. Ma, almeno, rallentare, ridurre i ritmi, smetterla di caricarci ulteriori fardelli sul dorso già appesantito, ormai stracarico.

Come fare a rallentare? Il modo più efficace, semplice, consolidato è la meditazione. Basta trovarsi un posto e un tempo (anche breve) tranquillo; stare seduti semplicemente ad ascoltare il nostro respiro. Basta questo a metterci in contatto con una parte di noi che resta normalmente nascosta, sepolta da impegni e urgenze, dal rumore di fondo.

Anche il cucinare, se lo vogliamo, può diventare un momento di meditazione. La mente si concentra su ciò che il corpo sta facendo, sulle semplici operazioni che il preparare il cibo richiede. I rumori della nostra calma attività e il nostro respiro sono la sola musica in sottofondo. Cercando, nel cucinare, di esprimere tutto noi stessi, di godere di ogni singolo movimento. Cercando nel cucinare una forma di raccoglimento.

Ma contemporaneamente, il cucinare può trarre beneficio da una pratica costante della meditazione. La meditazione costante e regolare aumenta la chiarezza di mente, insegna la cura per il piccolo per arrivare al grande, il piacere del dettaglio. Se applichiamo questi insegnamenti alla pratica del cucinare di accorgiamo di riuscire ad avere una visione articolata del cucinare, di superare l’idea che sia una incombenza, una seccatura, o una fatica. Si rivela, invece, una successione armoniosa di piccoli gesti che consentono al nostro Io di essere se stesso, di venire fuori, alla luce. E di rallentare il tempo.

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