Non è mai veramente tardi

Ci avete provato, a fare qualcosa che tutti vi dicevano che era impossibile che riuscisse? Io ogni tanto lo faccio. Non perché sia un coraggioso, o addirittura un temerario: tutt’altro. Semmai, sono curioso di vedere dove posso arrivare.

Credo che, salvo qualche rara eccezione, non sia mai veramente troppo tardi per qualunque cosa, a condizione di farla nel modo giusto, confacente alle nostre capacità. Ma ancora una volta, attenzione a non limitarci.

A ben guardare, il vero problema è capire dove finisce l’esagerazione, il velleitarismo, e comincia la auto limitazione. Forse, alla fine, la difficoltà principale è questa.

Come si fa a capire quando stiamo ponendoci dei confini di tranquillità, oppure se effettivamente stiamo chiedendo troppo a noi stessi? Se abbiamo paura di provarci, o effettivamente aspiriamo a qualcosa troppo lontano dalle nostre possibilità?

Per gli estremi è facile. Non penso di potere vincere le Olimpiadi di discesa libera, non ho mai nemmeno sciato. Non credo che vincerò mai il Nobel per l’economia, non so nemmeno che cosa sia, l’economia. Ma tolti i casi estremi, per il resto?

Posso dire come faccio io, o meglio, come vorrei fare (non sempre ci riesco). Faccio sostanzialmente due cose:

  1. Aggiungo un gradino di sfida al punto al quale credo di poter arrivare. Per esempio, se sto sollevando pesi e mi sembra di non poter andare oltre un certo peso, di non arrivare a certi traguardi, aggiungo un piccolo carico, molto inferiore a dove mi piacerebbe arrivare ma pur sempre un miglioramento.
  2. Cerco di crearmi delle possibilità. Se il mio sogno proibito fosse di provare una Formula 1, cercherei di frequentare l’ambiente degli sport motoristici, sia pure quello dei kart, per poi estendermi a categorie superiori, con la speranza, prima o poi, di conoscere qualcuno che mi faccia provare una monoposto. Non credo che guiderò mai una Formula 1, ma ciò non mi impedisce di godere del cammino per avvicinarmi.

In sintesi, credo che nelle cose bisogna un po’ buttarsi. Senza stare a pensarci troppo, bisogna provare, osare. Ci sono cose che si conoscono solo provandole. Non è sempre facile, certo, ma il cammino può essere molto, molto divertente (e sorprendente).

 

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