Libri da leggere a morsi, libri da leggere piano

I libri da leggere non sono tutti uguali, per quanto mi riguarda. Perché non tutti i libri mi fanno lo stesso effetto. Davanti a dei libri che inizio a leggere, possono capitare diverse cose.

Alcuni libri devono essere assaggiati, altri inghiottiti, e pochi masticati e digeriti.

F. Bacone

Ci sono libri che mi fanno un effetto strano. Io dico che mi obbligano a divorarli, cioè a leggerli tutto d’un fiato, a grossi pezzi. Mi sembra di ingoiare le pagine come se mangiassi a grossi bocconi un frutto succoso e colorato.

Li butto giù in fretta, asciugandomi ogni tanto la bocca con il dorso della mano. Sfoglio le pagine una dopo l’altra, assorbendole dagli occhi senza riposo. Non mollo. Mi ci strozzo, quasi.

Poi ci sono libri che, a leggerli, è tutta una cosa diversa. Ci sono libri che non puoi  mangiare a morsi, a bocconi voraci, in fretta. Ci sono libri che devi mangiare piano, gustare, rosicchiare. Libri da leggere a piccole dosi. Da bere a piccoli sorsi, come un vino prezioso, d’annata. Da rosicchiare piano piano. Da smontare lentamente, da lasciar depositare, con calma, dentro di noi.

Ho letto “Cent’anni di solitudine” ingozzandomici. Mi sono abbuffato di alcune opere di Yehoshua (“Il signor Mani“, “Un divorzio tardivo“). Ho divorato Richard Ford. Ho sbranato “Pastorale americana” (P. Roth). Ho fatto fuori a grandi coppe, la testa sollevata, il Franzen di “Le correzioni“.

Con altri, le cose sono andate molto diversamente. Perché, appunto, con i libri da leggere non va sempre allo stesso modo. Come nei rapporti interpersonali, no? Qualcuno è un compagnone, da farci bevute e ridere. Qualcun altro è più adatto alle confessioni fatte a bassa voce, alle tre del mattino di una domenica invernale, avvolti in una coperta e con una tazza di tè corretto in mano.

E allora, ho rosicchiato “Il mio nome è rosso”, di Pamuk. Ho mangiato piano piano, per strati sottili, “L’amore ai tempi del colera”, di Garcia Marquez. Ho gustato piano “Viaggio alla fine del millennio”, ancora di Yehoshua (gli scrittori non scrivono sempre libri carnosi). Ho masticato lentamente “Una famiglia americana”, di Joyce Carole Oates.

Ma tutti, tutti i libri che ho citato, mi hanno dato delle grandi emozioni, delle grandi sensazioni. Tutti, indistintamente, mi hanno lasciato qualcosa di originale, dentro. Ciascuno, anche se in modo diverso, mi ha lasciato una sua visione del mondo, un suo modo peculiare di vedere le cose.

Tra i libri da leggere, alcuni vanno divorati, mentre altri richiedono tempi più lunghi e una maggiore cura.

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4 thoughts on “Libri da leggere a morsi, libri da leggere piano

  1. Molto vero e anche tanto personale.

    Libri da divorare, da assaporare lentamente e anche da faticare e …chiudere anzitempo. Perché di libri insulsi ce ne sono anche.
    Per esempio ho preso a morsi Pamuk e S. King, ho lentamente e magnificamente gustato Murakami , Mazzantini e Hosseini, ho buttato a mare Zafon, ho ripescato Marquez con affanno.

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