Uno strappo alla (mia) regola

Avevo deciso di non parlare del referendum, stufo di questo fazioso tipo da stadio su entrambi i fronti, e consapevole che, alla fine, sia per il sì che per il no l’elemento principale è che la riforma della Costituzione è stata proposta da Renzi. Però rompo il silenzio per una specie di comunicazione di servizio, che, mi rendo conto, potrebbe apparire controcorrente e magari provocatoria. Questo è il link al documento della Camera che analizza, articolo per articolo, che cosa potrebbe cambiare

http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/AC0500N.Pdf

Poi, che ognuno faccia come vuole (come è giusto che sia).

 

Una bella scoperta 

Poche pagine lette, ancora, ma tutte d’ un fiato. Uno stile che segue le evoluzioni che fanno i pensieri, e il loro avanti e indietro. Quella rete di dettagli e sensazioni che rendono il testo reale e unico. Una storia che diventa più vera della vita vera.

Ho iniziato a leggere “Il piccolo amico”. Ho scoperto Donna Tartt.

L’altezza della cultura (e la sua estensione)

Ma perché in Italia spesso la cultura è ritenuta qualcosa per pochi eletti? Perché abbiamo la convinzione snobistica che se qualcosa ha successo di pubblico è sicuramente dozzinale, volgare, o comunque non artistico?

Si possono pubblicare libri belli, che vendono molto. Si possono pure pubblicare libri brutti, che vendono molto. Oppure libri belli, ma che non vendono. Non si possono pubblicare libri brutti e che non vendono nemmeno. Magari bisogna imparare a scrivere libri belli, prima di buttare fango su quelli che vendono molto, belli o brutti che siano.