Questioni di “Mutamorfosi”

Ho appena finito “Mutamorfosi”, di Emanuele Cioglia. Dico subito: leggetelo. Leggetelo perché ne vale la pena, non è male. Però, detto questo, devo anche aggiungere che il romanzo (e non me ne voglia l’autore, lo faccio con la massima umiltà e simpatia) raggiunge un buon voto, se così posso dire, come “media” complessiva: non lo ho trovato omogeneo.

Mi spiego meglio. Il protagonista, il commissario Libero Solinas, è contrapposto, per capitoli più o meno paralleli, all’antagonista. Ebbene, Libero Solinas è un signor personaggio. Originale, ben tratteggiato, con caratteristiche sue proprie ben marcate, restituisce veramente una visione originale di noir e di vita. E’ un personaggio che veramente si potrebbe definire “a tutto tondo” (che terribile espressione), vivo e reale. Sembra proprio che salti fuori dalla pagina e ti tiri per le orecchie nella storia.

D’altro canto, per l’antagonista non riesco a dire le stesse cose. Dopo un inizio abbastanza convincente, la storia e la figura si sono aggrovigliate sempre di più, perdendo contemporaneamente sia di credibilità che perfino di comprensibilità. Alla fine,scompare proprio, è come se venisse dimenticato.

In sintesi, leggete questo romanzo; ma leggetelo soprattutto per godervi Libero Solinas. Per il resto, peccato. Peccato perché, anche se è un buon romanzo, sarebbe potuto essere notevolmente migliore.