Kit di sopravvivenza per il lettore confuso

Non ci vuole l’acume di Sherlock Holmes per notarlo: le librerie traboccano letteralmente di libri. “Piramidi” con le ultime uscite, banconi con offerte varie, zone tematiche con tanto di cartelli degni di uno stadio, e poi decine e decine di metri di scaffali sovraccarichi di volumi. Più la terra si popola e più libri di pubblicano.
Vabbè, insomma, questo solo per dire che scegliersi un libro da acquistare con speranze che ci piaccia senza comprare solo opere di autori che conosciamo bene è un’impresa, spesso. Perché purtroppo le librerie “industriali” (che sono quelle dove fatalmente finiamo per capitare, quelle delle grandi catene nei centri commerciali) non agevolano la possibilità di ampliare i nostri gusti senza rischiare di buttare soldi in un bidone.
E allora, che fare? e allora, eccomi qui, ci sono io. No, scherzo. Però qualora, e solo qualora, interessasse, ecco ciò che consiglio per trovare bei libri senza ammazzarsi, prima, con l’immondezza letteraria.
1. Il passa parola “ragionato”. Il passa parola va bene, è una forza, una sorgente inesauribile di spunti (fin troppo). Però non è che se il tal libro è piaciuto al tale, debba essere per forza un capolavoro. Anzi, talvolta proprio il fatto che sia piaciuto a quel determinato amico può essere indice sicuro che sia una ciofeca. Quindi, occhio. Io ho capito che ha gusti abbastanza vicini ai miei, e faccio tesoro dei suoi consigli sui libri che ha appena letto.
2. La pubblicità a piccole dosi. Ho visto (ma non ci vuole molto a capirlo) che i libri più pubblicizzati spesso non valgono la carta sulla quale sono stampati: sono trattati come un prodotto qualsiasi, senza un’anima che un buon libro dovrebbe sempre avere. Quindi, il consiglio: se di un libro si parla troppo, lasciate perdere. Perché (con le dovute eccezioni) dieci a uno non sarà all’altezza delle aspettative.
3. I premi letterari non premiano i lettori. Non correte automaticamente dietro all’ultimo vincitore dello Strega o di altri premi noti e cosiddetti prestigiosi. Perché c’è dietro un tale movimento di case editrici che l’aver vinto spesso non è sufficiente a garantire il valore assoluto. Anche qui, meglio il passaparola con qualche cautela.
4. Esplorate partendo da territori noti. Se non volete leggere sempre gli stessi autori ma canbiare senza rischiare troppo, una buona idea è quella di stare nell’ambito di case editrici delle quali apprezziamo la linea editoriale. Stando attenti perdò a non esagerare.
5. Tenete un asso nella manica. Ovvero, conservatevi un’àncora di salvezza per quando non avete spunti. Che so, quell’amico che legge tantissimo e non sbaglia un consiglio. Io ho un libraio di riferimento, che è prima di tutto un lettore. Una fonte abbondantissima di preziose indicazioni.

E’ tutto.