Tre libri per iniziare il nuovo anno con slancio

Cominciamolo bene, questo 2014. Non sappiamo se porterà cose belle o brutte o una miscela accettabile delle due, però c’è qualcosa in nostro potere per fare sì che inizi in un modo piacevole: scegliendo (e legggendo) buoni libri. Come i tre che seguono.
Il primo è di Ned Beauman, e si intitola Pugni svastiche scarabei. Londra, giorni nostri. Il protagonista, Kevin, è affetto da una rara malattia: puzza di pesce, in un modo che non si può nè ignorare nè curare. Colleziona e rivende cimeli del nazismo. Londra, anni ’30. Sinner Roach, giovane pugile ebreo, e Philip Erskine, entomologo studioso di eugenetica e filofascista, si incontrano per caso. Erskine, infatuato anche intellettualmente di Sinner, vuole studiarlo come esemplare di uomo dalla incredibile forza e aggressività. Nei suoi studi lascia dei cimeli che settant’anni più tardi Kevin ritroverà. La storia si srotola piano piano tra analogie e richiami tra i giorni nostri e la Londra di settant’anni fa.
Se pensate che la letteratura latino-americana sia soprattutto Garcia Marquez e il resto non sia all’altezza, con questo romanzo vi ricrederete. Si intitola Il cantiere, è stato scritto da Juan Carlos Onetti e pubblicato nel 1961.Nella piccola e isolata cittadina portuale di Santa Maria, nella fabbrica ormai cadente a pezzi di Jeremias Petrus, ma  con la presunzione testarda di essere ancora in funzione, arriva come nuovo direttore Larsen, cinque anni dopo essere stato mandato via con disonore dalla stessa cittadina. Larsen corteggia Angelica Ines, la figlia di Petrus, e nello stesso tempo finge di mandare avanti il cantiere, dove tutto è immobile e impassibile, marcescente e senza speranza. E intanto abbozza una torbida relazione con la moglie di uno dei dipendenti. In un tempo immobile come l’acqua ferma di uno stagno si arriva piano al doloroso, inevitabile finale.
Infine, voglio parlare di La solitudine del maratoneta di Alan Sillitoe, raccolta di sette racconti scritti negli anni ’50 dei quali il più noto è il primo, quello appunto che dà il titolo al libro.
Sillitoe è considerato un importante esponente del realismo inglese contemporaneo, e il racconto La solitudine del maratoneta un capolavoro del genere. Racconta di Colin Smith, un giovane che sconta una pena in riformatorio e si dedica alla maratona. Un fiume in piena di emozioni non descrivibili senza avere la capacità letteraria di Sillitoe. Dico solo: leggetelo.
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