"La vita facile", di Richard Price: un poliziesco con gente comune (e dialoghi straordinari)

Ho letto un bel libro, da poco. Di un autore molto noto, ma che sino a pochi giorni fa non conoscevo affatto, nemmeno di nome. E’ Richard Price, uno che è veramente un grande anche o soprattutto nel mondo del cinema e della TV, e il romanzo si intitola La vita facile.
E’ un poliziesco, però di quelli dove non c’è un investigatore strafigo che tutto capisce e tutto risolve, magari con un bel colpo di scena finale. Invece c’è la storia di più persone, legate da un omicidio di quelli quasi casuali, e anche un po’ stupidi e inutili.
Mi piacciono i gialli (chiedo scusa ma non amo affatto il termine noir), e in particolare i polizieschi in senso stretto. E questo è uno veramente notevole.
Innanzitutto i dialoghi. La quarta di copertina lo anticipava, ma non pensavo si potesse arrivare a questo punto. Precisi, realistici, sorprendenti. Cinematografici. Un manuale di scrittura di dialoghi, si potrebbe dire. Mai una parola fuori posto, mai una banalità o una ovvietà, o una omologazione del modo di parlare tra i personaggi (e io amo i dialoghi, non mi piacciono, se non in rari casi ,le lunghe pagine di narrazione).
Poi, l’umanità dei personaggi, la loro tridimensionalità. I protagonisti sono visti dall’interno, partendo dai loro pensieri, dalle loro paure. Sono caratterizzati in modo netto senza mai diventare caricaturali.
Il protagonista principale alla fine è proprio il morto, che viene conosciuto progressivamente attraverso gli altri protagonisti e il loro rapporto con loro, dai colleghi di lavoro alle ragazze ai familiari. E ognuno ha la sua visione della vittima, ne determina un aspetto particolare che poi, unito agli altri, ricostruisce la persona.
Intorno a loro, una coppia di detective che più umani non si può indaga per trovare l’assassino, ma lo fa con sentimento di compassione e senza arroganza o inutile durezza. tanto cinismo, certo, come da buona tradizione del genere; ma compensato da un’umanità di fondo che rende i due detective immediatamente simpatici e vivi.
Se dovessi muovere una critica, alleggerirei qualche parte, che risulta un po’ ripetitiva (soprattutto relativamente al padre della vittima), però stiamo parlando di poca cosa rispetto a un romanzo veramente notevole.
per concludere, invito vivamente alla lettura di questo romanzo. Gli amanti del genere resteranno sicuramente molto soddisfatti; ma anche chi non è particolarmente appassionato di polizieschi, ne resterà facilmente affascinato.
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