In Italia si legge (e si pubblica) sempre meno. Rassegnarsi?

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Dire che gli ultimi dati ISTAT sul mondo dell’editoria italiana non sono certo confortanti non rende l’idea di questa sorta di Caporetto culturale del nostro Paese.

Il primo dato è quello sui lettori: più del 50% (esattamente il 54%) delle persone dai 6 anni in su non legge nemmeno un libro all’anno. Nemmeno uno.

Il dato è quasi incredibile, nella sua enormità. eppure è realtà. Come è realtà anche il fatto che il 10% delle famiglie non ha in casa nemmeno un libro.

Entrando un po’ più nel dettaglio, troviamo che le donne leggono più degli uomini: nel corso dello scorso anno il 51,9% della popolazione femminile ha letto almeno un libro, rispetto al 39,7% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già a partire dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.

Il principale “imputato”, secondo gli editori intervistati, è la scuola. La nostra scuola ha sicuramente tante responsabilità, ma forse dovremmo smetterla di indicarla sempre e solo come responsabile di tutto ciò che di peggio c’è nel nostro Paese, dall’ignoranza al bullismo a, magari, gli ultrà negli stadi. Forse dovremmo guardarci un po’ di più in casa nostra, se è vero che la percentuale di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni che leggono e hanno i genitori entrambi lettori è di oltre il 77%, mentre scende al 39% se i genitori non leggono.

Che fare? Hanno voglia, con un panorama come questo, a a inventarsi strategie di diversificazione, gli editori: qui ci vuole uno sforzo comune che tiri dentro anche lo Stato, un qualcosa di veramente energico e innovativo che consenta di invertire la tendenza, o almeno di rallentare il declino. Ci vogliono iniziative che avvicinino i giovani alla lettura, li appassionino, creino buone consutudini di lettore, facciano assaporare la magia di un buon testo. Iniziative come per esempio “Nati per leggere”, che alcuni Comuni hanno portato e portano avanti e che consistono in letture ai ragazzi di racconti o fiabe, in modo da appassionarli alla lettura. Sono iniziative importanti, che però hanno bisogno di essere sostenute e affiancate da altre iniziative, entrino a far parte di un “tessuto” di momenti culturali analoghi. Leggere deve diventare facile, alla portata di tutti, appetibile. Bisogna davvero fare qualcosa.

Il testo completo con tutti i dati lo trovate qui: http://www.istat.it/it/archivio/90222

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