A settembre un nuovo libro di Pynchon, lo scrittore che (quasi) nessuno ha mai visto

Pare che stia per uscire un nuovo romanzo di Thomas Pynchon, Bleeding Edge, dopo quattro anni dal precedente, se non sbaglio. In USA uscirà a settembre, in Italia il prossimo anno; la storia è ambientata a New York nel periodo dell’attacco alle Torri Gemelle.
Thomas Pynchon, da molti considerato uno dei maggiori scrittori americani della seconda metà del ‘900, è famoso soprattutto per non essere mai apparso in pubblico. Di lui circolano solo alcune foto da ragazzo, ma che aspetto abbia da adulto è ignoto al pubblico, non va nemmeno a ritirare i premi e ha un accordo col proprio editore perché non riveli nulla di lui al pubblico. Per questo della sua vita recente si sa poco o niente: sua moglie è la nota agente letteraria Melanie Jackson, ed è intimo amico e assiduo frequentatore di Don De Lillo. Per quanto riguarda la sua gioventù, invece, si sa che ha studiato fisica e che ha trascorso un certo periodo in Marina. Il suo primo romanzo, V., è del 1963.
Di lui ho letto solo Un lento apprendistato, e a essere sincero non mi ha entusiasmato: l’ho trovato un po’ acerbo e con qualche tratto di ingenuità, caratteristiche probabilmente dovute al fatto che sono tutti racconti scritti tra il 1959 e il 1964, ovvero quando Pychon era ancora agli esordi.

I 110 anni di un artista straordinariamente attuale

Il 25 agosto di 110 anni fa nasceva Geroge Orwell, uno dei più grandi scrittori “distopici” che la nostra storia recente ricordi. La sua grandezza deriva non solo dalla bravura nel raccontare storie, ma soprattutto dalla capacità di prevedere un futuro agghiacciante dove la individualità e la unicità dell’uomo comune sarebbero diventati secondari rispetto a qualunque interesse di potere.

Scrisse dieci romanzi e decine di saggi, incentrati sul rapporto tra uomo e società, tra uomo e libertà, e di strenua battaglia contro ogni totalitarismo; per questo è etichettato come scrittore “di sinistra”, anche se non risparmiò critiche dure pure ai socialisti.

Le sue opere più note sono La fattoria degli animali, ritratto di una società costituita dagli animali della fattoria dove chi comanda esibisce arrogantemente la prepotenza del potere e ispirata al modello sovietico, e 1984, che raffigura un mondo futuro dominato dal Grande Fratello, un’entità che controlla istante per istante la vita dei cittadini del suo Stato limitandone ogni libertà.

La forza della voce di Orwell è più attuale che mai, soprattutto in tempi come i nostri che come tutti i periodi di crisi vedono approfondirsi il divario tra le classi dominanti e la gente comune. Le sue immagini, le sue frasi sono diventate immortali. Ne cito solo alcune, che tuttora fanno riflettere:

 

“Nel tempo dell’inganno dire la verità è un atto rivoluzionario.”

 “La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”

 “Così come per la religione cristiana, anche per il socialismo la peggior pubblicità sono i suoi seguaci.”

I 110 anni di un artista straordinariamente attuale

Il 25 agosto di 110 anni fa nasceva Geroge Orwell, uno dei più grandi scrittori “distopici” che la nostra storia recente ricordi. La sua grandezza deriva non solo dalla bravura nel raccontare storie, ma soprattutto dalla capacità di prevedere un futuro agghiacciante dove la individualità e la unicità dell’uomo comune sarebbero diventati secondari rispetto a qualunque interesse di potere.
Scrisse dieci romanzi e decine di saggi, incentrati sul rapporto tra uomo e società, tra uomo e libertà, e di strenua battaglia contro ogni totalitarismo; per questo è etichettato come scrittore “di sinistra”, anche se non risparmiò critiche dure pure ai socialisti.
Le sue opere più note sono La fattoria degli animali, ritratto di una società costituita dagli animali della fattoria dove chi comanda esibisce arrogantemente la prepotenza del potere e ispirata al modello sovietico, e 1984, che raffigura un mondo futuro dominato dal Grande Fratello, un’entità che controlla istante per istante la vita dei cittadini del suo Stato limitandone ogni libertà.
La forza della voce di Orwell è più attuale che mai, soprattutto in tempi come i nostri che come tutti i periodi di crisi vedono approfondirsi il divario tra le classi dominanti e la gente comune. Le sue immagini, le sue frasi sono diventate immortali. Ne cito solo alcune, che tuttora fanno riflettere:
“Nel tempo dell’inganno dire la verità è un atto rivoluzionario.”

“La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”

“Così come per la religione cristiana, anche per il socialismo la peggior pubblicità sono i suoi seguaci.”

Le presentazioni di libri più belle (o almeno quelle che mi piacciono)

ImmagineGiorni fa ho assistito alla presentazione di un libro (non è importante ora quale sia il libro e chi l’abbia scritto). L’autore era seduto a fianco all’intervistatrice con espressione compresa nel ruolo, braccia conserte e gambe incrociate, mentre gli venivano rivolte soprattutto domande incentrate sul suo “processo creativo”. L’autore rispondeva con estrema serietà, come se riportasse al Congresso degli Stati Uniti sull’esecuzione di una missione delicata e difficile, che nessun altro avrebbe potuto compiere. E del libro? Si parlava poco o niente, era sempre in secondo piano rispetto all’ “artista”. Una seriosità, una supponenza, un distacco che ho trovato veramente inaccettabile (e quel libro non lo leggerò mai).

Non è la prima volta che mi capitano presentazioni del genere, purtroppo. Sembra di assistere alla celebrazione del più grande uomo sulla terra, tanto che se non fosse che l’autore è lì penseresti che sia una commemorazione funebre.

Per contrasto ho ripensato a presentazioni gioiose e allegre come quelle, per esempio, di Gianni Zanata, o di Flavio Soriga, o Alessandra Racca (ma potrei citare tantissimi altri). Presentazioni che sono un piccolo spettacolo, una festa, con musica, intervento di tante persone anche del pubblico, lettura di brani del libro. E ho provato a definire come deve e non deve essere secondo me una presentazione per dirsi riuscita.

1. Brevità. Se dura più di un’ora, difficilmente si riuscirà a non ripetersi o a non cadere nel banale. Un’ora mi sembra la taglia massima (naturalmente dipende anche da come la presentazione viene portata avanti: se chi sta sul palco è veramente brillante e capace di intrattenere, si può continuare anche per più tempo).

2. Lettura. Più che presentazione dev’essere un reading, e il libro dev’essere al centro dell’evento. L’autore in quel contesto deve scivolare in secondo piano. Le letture dovrebbero essere scelte in modo da appassionare e far venire voglia di leggere il seguito, non da mostrare “quanto sono stato bravo”. Amo particolarmente, poi, le letture a più voci, ovvero con persone diverse che interpretano i vari personaggi.

3. Musica. La musica deve accompagnare, e magari inframmezzare le letture e gli interventi. Serve a distendere, sdrammatizzare, divertire. Comunicare.

4. Sorrisi. Tanti, tanti sorrisi. Battute, gioia. Leggere è un piacere, e la nascita di un nuovo libro va festeggiata come quella di un bambino.

5. Ambientazione. Questo punto mi è stato suggerito dal commento di Solomon Xeno qui sotto. L’ambientazione è molto importante. Eviterei luoghi troppo impegnativi come biblioteche o simili, mentre credo che siano più adatti i piccoli caffé oppure spazi all’aperto come giardini pubblici ecc. Anche qui tutto dipende dall’opera che viene presentata e dallo “stile” del’autore.

In conclusione, sì a tutto quanto possa rendere la serata leggera e divertente, no invece alla seriosità e al trattare la letteratura come qualcosa di sacro e non, invece, come un’amica divertente e magari anche un po’ di bocca buona.

Tra poche ore ritorna “Letti di notte”. Ecco come se ne parla

“Letti di notte”: il momento è arrivato. A partire dalle 20,00÷21,00 in circa duecento librerie sparse in tutta Italia e all’Estero si terrà quella che è stata definita “la notte bianca dei libri”. A poche ore dall’inizio dell’evento, aspettiamo guardando come se ne sta occupando la stampa nazionale e regionale.

 

La Repubblica

http://video.repubblica.it/edizione/milano/letti-di-notte-un-solstizio-sotto-il-segno-dei-libri/132648/131168

L’Unità

http://precarity-fair.com.unita.it/lavoro/2013/06/20/letti-di-notte-notte-bianca-delle-librerie-indipendenti/

Ravenna Today

http://www.ravennatoday.it/eventi/cultura/letti-di-notte-bianca-libro-ravenna-libreria-liberamente-21-giugno-2013.html

Il Lametino

http://www.lametino.it/Cultura/calabria-letti-di-notte-tappa-calabrese-a-san-marco-argentano.html

Panorama

http://cultura.panorama.it/libri/letti-notte-librerie-libri

Pisa Informa

http://www.pisainformaflash.it/notizie/dettaglio.html?nId=14335

Blog “Ho un libro in testa”

http://hounlibrointesta.glamour.it/2013/06/19/letti-di-notte-3-come-iniziato-tutto/

 

Letti di notte: il programma completo per Cagliari e dintorni

Ricevo e di seguito riporto il programma della edizione 2013 di Letti di Notte per Cagliari e dintorni.

Piazza Repubblica Libri: STRADESCRITTE – II edizione (Corso Vittorio Emanuele coinvolto da via Palabanda a Via Tigellio: tutte le attività commerciali ospiteranno attività legate al libro, alla lettura e all’ascolto; dalle 21,00 alle 3 del mattino).

Tratto da “Il Modo Giusto di Sbagliare, Harry Houdini Add Edizioni: il mago Zamu sarà al Major Preep e lungo la strada per il suo spettacolo di magia. Tutta la notte.
H 21.00 (in Libreria) Tratto da “No Crisi” di Alessandra Addari Arkadia edizioni: Ricicliamo i libri, creare arredi, gioielli e vere “collane” coi vecchi libri.
H2 2.00(in Libreria) “Periferie di vita” e il tema delle “vite ai margini” sarà il filo conduttore Spazio Hangar presenta il progetto Is Mirrionis, legandolo ai libri su DeAndrè e ai due titoli della Instar “Contro i cattivi funziona, di Massimo Canuti e Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere, di Marco Truzzi. Sarà presente Marco Truzzi.
H22,00 (Spazio MEM) Il sindaco Massimo Zedda racconta e gioca con i bambini col libro Se io fossi il Sindaco, Sironi Editore. Un modo nuovo e divertente per raccontare ai più piccoli il “mestiere” particolare.
H,23,00 Major Preep: Bigliardino letterario: Scrittori VS Lettori (da un’idea di Giufà libreria Roma) torneo di bigliardino con domande che valgono come rigori.
H 21,00 – 23,00 Runner “Runner Book Track: percorsi cronometrati in Mountain byke per bambini e scrittori. 
H.21,30 e ogni ora letture in lingua inglese presso Gorgeus, in Corso Vittorio.Speaker’s Corner
H.22,00 in poi, presso GUSTO, torneo di Parole Magnetiche (tic Edizioni).
LIBRERIA: dalle 21,00 in poi: CESSI DI NOTTE, in collaborazione con Smemoranda: lasciate un post-it con i vostri messaggi letterari da spedire a Smemoranda per la nuova edizione di Smemoranda Night.
Pinacoteca Giardini PubbliciH22,30 Letture BenDate Gianfranco Liori legge storie del terrore e brani del suo Troppo Mitico (ed Il Castoro) ai bambini forniti di mascherine 
LdN H24,00 Letture BenDate: Il poeta Davide Rondoni legge le sue poesie nello spazio creato in Corso Vittorio Emanuele II.
Palabanda Journey: Cagliari Templare. Visita guidata (su prenotazione) per le vie caratteristiche della Cagliari templare, durata circa 2 ore, partenza dalla libreria e arrivo alla Pinacoteca Comunale con visita delle sale espositive.
Barrago Arredamenti, Corso Vittorio: Letture BenDate, tutta la notte collegamento con Il Narratore Audiolibri per l’ascolto della proposta di selezione per temi di brani da Audiolibri.
Dalle 20,00 alle 23,00 SPAZIO MEM: letture BenDate: sala bimbi al piano terra con brani dedicati ai piccoli lettori e sala conferenze al primo piano. Diffusione con altoparlanti dei brani tratti dal sito Il Narratore.
Siamo alla Frutta (Blu edizioni) dalle 21,00 proposta di brani dal libro e degustazioni di prodotti artigianali presso La Mousse, in Corso Vittorio Emanuele. Lettini di notte: ispirato al libro di Valerio Millefoglie (Einaudi Editore) L’attimo in cui siamo stati felici.
Presso Il Calderone magico, in Corso Vittorio Emanuele, letture psicoanalitiche e lezione sui tarocchi.
Librai per una notte: dalle 21. L’Assessore alla Cultura Enrica Puggioni sarà la vostra Libraia. Ospiti presenti: Francesco Abate; Gianni Zanata, Gianfranco Liori, Nicola Brunialti, Alessandra Addari, Antony Muroni, Roberto Delogu.
Cagliari – La Libreria di via Sulis: Un libro sulle nuove artigianalità diventa una mostra. Una mostra che prende il la dal bel saggio/indagine sul rapporto tra design ed artigianato intitolato Design sul filo della tradizione e scritto da Federica Vacca, giovane ricercatrice nonché docente di Design della Moda e degli Interni al Politecnico di Milano. L’autrice torna nella sua terra, la Sardegna, più precisamente Cagliari, per ampliare le prospettive dei concetti, delle tesi e delle storie di “nuovi artigiani” racchiuse nel libro attraverso un percorso espositivo che si articola come una narrazione che esce dalle pagine del saggio per toccare con mano il valore degli oggetti che per Federica sono alla base dell’artigianalità e soprattutto dell’esperienza emotiva di chi entra a far parte del racconto che quegli stessi oggetti incarnano. Protagoniste le creazioni progettate e realizzate da alcune eccellenze della nuova artigianalità come Annalisa Cocco, Gruppo di Installazione, Lanificio Leo, Carolina Melis, Matteo Cassan, Geny Iorio,Margherita Mazza, Nahe Project,Chiara Scarpitti, esposte lungo un percorso, che si snoda parallelamente a quello concettuale, per le strade di Cagliari a partire da La Libreria di Via Sulis.

Quartu Sant’Elena (Ca) – Libreria cerca-cose Minuscola: dalle ore 20 MILLE FIABE E UNA NOTTE. Letture notturne per bambini di ogni età. La Direzione rende noto che è possibile portare con sé ciucci, biberon, pupazzi, copertine, cuscini e libri amati da condividere con gli altri.


Carbonia (Ci) – Libreria Lilith: Dalle ore 21,00 alle ore 24,00, interruzione del tratto di strada antistante la libreria. Vetrina con i libri degli editori aderenti; per ogni 2 libri acquistati 1 libro regalato (fuori catalogo, purtroppo non ci mancano); letture di pagine di autobiografie femminili lette da donne, con accompagnamento musicale; letture di pagine di autobiografie maschili lette da uomini, con accompagnamento musicale; tre momenti di danze del ventre introdotte da pagine autobiografiche di Fatema Mernissi; a metà programma interruzione per uno spuntino di dolce e di salato.

Affreschi verbali

Voglio tornare su un argomento che mi sta particolarmente a cuore come lettore, ovvero: l’utilizzo delle parole in modo da trasmettere sensazioni visive, ancor prima che emozioni.
In questo post avevo già parlato di come si possa dipingere con le parole, come dice il titolo, e mi ero fatto aiutare dal grande Sherwood Anderson e dal racconto Mani del suo straordinario libro Winesburg, Ohio.
Per rinforzare il mio pensiero voglio prendere in prestito la meravigliosa scrittura di Philip Roth (sì, è vero, sono dei mostri sacri, ma così mi viene più facile), e in particolare Indignazione.
Il romanzo racconta della vita di un ragazzo di Newark figlio di un macellaio kosher, e del suo modo di provare a raffrontarsi con le contraddizioni e le difficoltà del’inizio degli anni ’60 in America, con il conflitto in Corea e gli impulsi di un mondo che cercava di diventare moderno.

Roth è un maestro, come ogni grande scrittore, nel piegare le parole per creare immagini. In Indignazione, il protagonista verso l’inizio descrive la macelleria del padre. Ecco come fa; spegniamo le luci e silenzio in sala.

Il nostro negozio si affacciava su Lyons Avenue, a Newark, a un isolato dal Beth Israel Hospital, e in vetrina avevamo uno scomparto per mettere il ghiaccio, con un ampio ripiano leggermente inclinato in avanti. Un camion del ghiaccio veniva a venderci il ghiaccio tritato, e noi lo mettevamo lì dentro e poi ci mettevamo sopra la carne in modo che la gente la vedesse mentre passava.



Anche questo è cinema verbale. Proviamo a capire come fa.

“Il nostro negozio si affacciava su Lyons Avenue, a Newark…”


“Si affacciava” non è come “era” o “si trovava”: lo rapporta immediatamente con la strada, con ciò che c’è all’esterno.

“… a un isolato dal Beth Israel Hospital…”


quindi in un luogo di passaggio, verosimilmente (ma questo viene da pensarlo a noi, lui non lo dice e qui è il trucco)

“… e in vetrina avevamo uno scomparto per mettere il ghiaccio, con un ampio ripiano leggermente inclinato in avanti.”
Uno scomparto per mettere il ghiaccio con un ampio ripiano leggermente inclinato in avanti. Io vedo anche il colore: è verde pallido, di formica screziata di venature più chiare. E’ tutto lì, l’interno è secondario: per la gente e il mondo la macelleria è quella vetrina.
“… Un camion del ghiaccio veniva a venderci il ghiaccio tritato, e noi lo mettevamo lì dentro e poi ci mettevamo sopra la carne in modo che la gente la vedesse mentre passava.”
 C’è movimento, il succedersi dei giorni, il camion che arriva e riparte, la carne disposta in modo opportuno, la gente che passa, dà un’occhiata, si ferma. In poche parole c’è tutta una vita.
Questa per me è la magia dello scrivere bene: mettere tutta la vita in una frase, il susseguirsi dei giorni in poche parola. E la descrizione dei luoghi è viva, immediata, non frammentata nel succedersi di mille minuziosi e insignificanti e inutili particolari. La macelleria kosher e il suo rapporto con il mondo esterno, ma anche con la vita del protagonista, è tutta lì, in poche righe.

Ritorna “Letti di notte”. Il 21 giugno

ImmagineNon prendete impegni, per venerdì 21 giugno. Non prendete impegni perché torna una manifestazione che è divertente come una serata tra vecchi amici, originale come un dandy e stimolante come un’anfetamina, ma anche intrigante come Mata Hari e suadente come il canto delle sirene omeriche.

Vabbè, forse mi sono lasciato un po’ prendere la mano, credi di avere esagerato. Comunque aspettatevi una serata e una nottata veramente particolari: dalla sera sino alle prime ore del mattino seguente si leggerà, si parlerà di libri, si giocherà, si incontreranno autori e librai (e naturalmente lettori), si parlerà di libri. Non avete scuse per non partecipare, dunque; anche perché aderiscono librerie sparse in tutte le regioni italiane, dalle Alpi alle Piramidi. Beh, alle Piramidi forse no, ma comunque sino alla Sicilia, ecco. E poi anche varie librerie all’Estero. E naturalmente ci saranno scrittori, anche per bambini. Sì, perché una delle connotazioni di questo evento è di essere adatto a tutti, dagli anni tre ai centotre.

Io ci parteciperò passando la notte alla libreria Piazza Repubblica Libri, nel corso Vittorio Emanuele a Cagliari. Qui aspettiamo Nicola Brunialti.

Se volete saperne di più, Letti di Notte è su Facebook e su Twitter, e ulteriori dettagli li trovate qui. Io ci sarò. E voi? Ci vediamo il 21.

In Italia si legge (e si pubblica) sempre meno. Rassegnarsi?

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Dire che gli ultimi dati ISTAT sul mondo dell’editoria italiana non sono certo confortanti non rende l’idea di questa sorta di Caporetto culturale del nostro Paese.

Il primo dato è quello sui lettori: più del 50% (esattamente il 54%) delle persone dai 6 anni in su non legge nemmeno un libro all’anno. Nemmeno uno.

Il dato è quasi incredibile, nella sua enormità. eppure è realtà. Come è realtà anche il fatto che il 10% delle famiglie non ha in casa nemmeno un libro.

Entrando un po’ più nel dettaglio, troviamo che le donne leggono più degli uomini: nel corso dello scorso anno il 51,9% della popolazione femminile ha letto almeno un libro, rispetto al 39,7% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già a partire dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.

Il principale “imputato”, secondo gli editori intervistati, è la scuola. La nostra scuola ha sicuramente tante responsabilità, ma forse dovremmo smetterla di indicarla sempre e solo come responsabile di tutto ciò che di peggio c’è nel nostro Paese, dall’ignoranza al bullismo a, magari, gli ultrà negli stadi. Forse dovremmo guardarci un po’ di più in casa nostra, se è vero che la percentuale di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni che leggono e hanno i genitori entrambi lettori è di oltre il 77%, mentre scende al 39% se i genitori non leggono.

Che fare? Hanno voglia, con un panorama come questo, a a inventarsi strategie di diversificazione, gli editori: qui ci vuole uno sforzo comune che tiri dentro anche lo Stato, un qualcosa di veramente energico e innovativo che consenta di invertire la tendenza, o almeno di rallentare il declino. Ci vogliono iniziative che avvicinino i giovani alla lettura, li appassionino, creino buone consutudini di lettore, facciano assaporare la magia di un buon testo. Iniziative come per esempio “Nati per leggere”, che alcuni Comuni hanno portato e portano avanti e che consistono in letture ai ragazzi di racconti o fiabe, in modo da appassionarli alla lettura. Sono iniziative importanti, che però hanno bisogno di essere sostenute e affiancate da altre iniziative, entrino a far parte di un “tessuto” di momenti culturali analoghi. Leggere deve diventare facile, alla portata di tutti, appetibile. Bisogna davvero fare qualcosa.

Il testo completo con tutti i dati lo trovate qui: http://www.istat.it/it/archivio/90222