Il matematico indiano

Nella primavera del 1914 un giovane indiano giunge in Inghilterra. Si chiama Ramanujan, ed è stato chiamato lì da G. H. Hardy e da altri accademici del Trinity College di Cambridge, dopo che nei mesi precedenti sono stati in contatto e le lettere che ha loro inviato lo mostrano come un genio nella matematica nonostante le umili origini e un’istruzione quasi inesistente.
L’Inghilterra è fredda, nel 1914, si mangiano cibi strani e insapori e si seguono abitudini esotiche rispetto all’India, ma nonostante questo Ramanujan riesce, pur con qualche adattamento, ad ambientarsi e a trovare un proprio posto destreggiandosi tra le sottili trame e i delicati equilibri del Trinity College.
Lavora con Hardy, che è attirato e affascinato dall’intelligenza straordinaria del giovane. Intorno, il clima che precede la Grande Guerra, colorato a pennellate cupe e vibrante delle tensioni tra interventisti e neutralisti, come molti accademici di Cambridge (in particolare, come è noto, Russell, che assunse posizioni quasi istrioniche nel propagandare le proprie convinzioni).
Questo, in sintesi, “Il matematico indiano”, di David Leavitt, basato su vicende realmente accadute e destinato a concludersi tragicamente. Nel complesso mi è piaciuto, e mi sento di consigliarlo. Però non si possono ignorare alcuni aspetti non propriamente positivi, che giustificano le numerose critiche negative che ho trovato in Internet.
Innanzitutto, il libro risulta un po’ fuori fuoco, nel senso che non si decide se raccontare soprattutto lo spirito di quel periodo (che comunque fa un po’ in modo stereotipato), oppure le bellezze della matematica, o infine la passione tra persone: è un po’ di tutto questo, e ogni volta che un tema sembra prendere la scena, viene sfumato a favore di un altro.

Poi, proprio il protagonista, Ramanujan, rimane sempre in secondo piano, defilato, spesso è una figura solo evocata: il vero protagonista è Hardy.
Infine, nel complesso mostra poco ritmo, lunghe pause e ogni tanto qualche pagine che, forse, si sarebbe potuta “potare” drasticamente.
Per concludere, una curiosità, per così dire. La quarta di copertina afferma che tra Hardy e Ramanujian nascerà una storia d’amore. Non è vero.

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