Pensate di essere degli scrittori ma la grammatica è lontana dalle vostre opere come l’Artide dall’Antartide? I luoghi comuni e le frasi fatte sono nel vostro DNA (eccone un esempio)? Pensate di essere scrittori grandiosi ma non apprezzati perché le giurie dei concorsi non sono alla vostra altezza e  non vi rendete conto di produrre più immondizia di un compattatore? Non disperate: ecco il concorso che fa per voi. Perche anche quest’anno e per la terza volta viene bandito dalla scrittrice Caterina Cutolo il Concorso per il Racconto più brutto.

Ecco che cosa dice nel suo blog:

Cari amanti e sostenitori del Brutto Vanaglorioso e Inconsapevole, eccoci giunti alla terza edizione del concorso letterario più atteso e imbarazzante d’Italia. Prima di passare al regolamento per partecipare vi invitiamo caldamente a leggere le motivazioni del concorso, per capire non solo perché è nata e in cosa consiste questa iniziativa apparentemente bizzarra, ma anche per comprenderne gli scopi profondamente nobili e umanitari.

Per inciso, le motivazioni del concorso sono di creare un evento che dedichi finalmente spazio e attenzione al brutto più sublime e bistrattato; che porti alla ribalta le principali e più perseguitate vittime dello snobismo letterario e intellettuale; che premi pubblicamente e renda dunque il giusto merito e la dovuta gratitudine a questi rari e meravigliosi artisti dell’ignobile, gli unici al mondo realmente capaci, grazie alla loro sublime mediocrità, di distrarci dalla nostra mediocrità qualsiasi.

Coraggio, quindi, novelli Bukowsky o pseudo Susanne-Tamaro: il momento è arrivato. Potete sfoderare i vostri clichè impacchettandoli come se fossero la più geniale novità linguistica, e gettarvi nella mischia. Tutti i dettagli qui.

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2 thoughts on “Concorsi al contrario: si premia il racconto più brutto

  1. Questa iniziativa la promuoveva anni fa anche la rivista Robot, la gente si sbizzarriva nel riproporre gli errori tipici degli scrittori esordienti, ma mancava la caratteristica 'inconsapevoli', che in effetti è la più esilarante.

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  2. Esatto. Ho letto un'intervista a Caterina Cutolo, e anche lei evidenziava che la spontaneità è l'elemento più importante e divertente, ciò che distingue il brutto "di classe" dal brutto e basta

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