"Scrivi di ciò che conosci": scrivere "come una macchina da presa"?

Un interessante post di Nicola Nicodemo su blog-romanzo mi ha fatto venire voglia di parlare anch'io di una delle più sbandierate e condivise "regole" di scrittura. Perché, come dice giustamente Nicola Nicodemo, una affermazione così lapidaria e diretta si presta inevitabilmente a fraintendimenti.
Se la si interpreta in senso letterale, sicuramente lascia poche speranze, restringe drammaticamente il campo delle possibilità di scrittura. Condanna a stare nell'orticello del vissuto, obbliga a rimestare all'infinito la stessa materia. Chiude in recinti, uccide la fantasia, sbarra la strada al nuovo, al possibile, all'ignoto, àncora alla terra come alternativa al volo, al cielo.

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