Può crearsi un "feeling" lettore-editore?

Mi sono domandato spesso se e quanto incida sulle scelte dei libri il fatto che siano stati pubblicati da una casa editrice invece che da un'altra. In altre parole, abbiamo predisposizioni d'animo differenti quando prendiamo in mano libri delle diverse case editrici, oppure ogni libro è "valutato" allo stesso modo sotto l'aspetto dell'acquistabilità sia che appartenga a una collana di Einaudi che a una di ISBN o di un piccolissimo editore semi sconosciuto?

Da tempo ho notato che i libri che conservo in pile ordinate in funzione dell'anno nel quale li ho letti sono stati pubblicati, in definitiva, più o meno da poche case editrici.

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15 thoughts on “Può crearsi un "feeling" lettore-editore?

  1. Uhm. Io credo che questo tipo di legame esista eccome, però soltanto per lettori 'molto' forti o per quelli interessati all'editoria in senso più ampio. La copertina fa moltissimo, non è questione di superficialità: se l'editore non cura neanche la veste grafica del suo libro, come si comporterà in termini di editing, traduzione e soprattutto scelta del manoscritto?Comunque credo che questo genere di affiliazione ad una CE abbia luogo soprattutto quando si tratta di CE di medie dimensioni e con uno stile ben preciso, come la MarcosyMarcos, la ISBN e ovviamente la MinimumFax. Le grandi CE sono troppo dispersive come tematiche, propongono stili troppo diversi, si fa fatica a dare loro una voce. Tralasciando il fatto che certe hanno pure degli standard qualitativi che 'santoddiono'.

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  2. Sono pienamente d'accordo: lo stile è stile, e riesce a segnare tutto di una piccola o media casa editrice, compreso il contenuto dei libri, naturalmente. E sulle grandi case, anch'io vedo con maggiore difficoltà che so, un feeling con Mondadori (nonostante pubblichi anche molti libri notevoli, ci mancherebbe) o altre grandi.

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  3. Gli Adelphi sono appunto una delle poche case editrici di una certa grandezza che comunque mi suscita un certo rispetto e una certa simpatia. Non è tra le mie preferite, però so bene che se prendo tra le mani un libro Adelphi difficilmente sarà una fregatura.Viceversa, Mondadori è per me uno degli esempi più lampanti di disinteresse verso la cura nell'editing e di pubblicazioni brutte. Per carità, tra tutto quello che pubblicano ci sono anche capolavori, come Zafòn. Ma se penso a come traducono/spezzettano George R. R. Martin… la Mondadori è l'unica casa editrice di cui mi scoccia comprare i libri.

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  4. Effettivamente nelle loro collane c'è dentro così tanta roba… Intendiamoci, anche molti bei romanzi, però anche per me è ua casa editrice che non mi viene spontaneo seguire, ecco.

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  5. Non ci avevo mai pensato… in realtà io prendo la maggior parte dei libri in biblioteca e scelgo più per il titolo che per l'editore. Ultimamente leggo anche tanti esordienti, quindi di editori poco noti (o che non hanno nemmeno un editore).

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  6. Prima andavo un po' a caso. Passeggiavo in biblioteca e lasciavo che fosse il libro a scegliere me. Da quando seguo tanti blog raccolgo consigli di lettura un file che si chiama "Libri da leggere" e penso di avere un elenco di titoli tale da sapere cosa leggere per i prossimi anni!

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  7. Prima di tutto lasciami dire che con questo post hai finalmente liberato la sensazione di colpevolezza e di superficialità che mi/ci prende quando scegliamo un libro per la sua copertina. Grazie!:-) Devo dire che la maggior parte delle volte la mia scelta cade su libri di autori che conosco o dei quali ho sentito parlare, ma ad essere onesto c'è sempre quella copertina che attira la mia attenzione, prima ancora del nome dell'autore o del titolo. Sono sicuro che per molte persone è così ma in pochi lo ammetteranno, anche i più "intellettuali"…Parlando di copertine/edizioni che preferisco di più sono quelli di Neri Pozza, E/O, Corbaccio ( molto "americane" ) e molte della Feltrinelli. Queste sono solo le prime che mi vengono in mente!

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  8. Siamo tutti attratti dalle etichette, dalla veste grafica, dal modo in cui una cosa ci viene presentata, questo proprio non lo si può negare e, parlo per me, influenza molto la scelta. Anche io ho notato che nella mia libreria, alla fin fine, gli editori sono sempre gli stessi… Poi può capitare che, se hai la fortuna di conosce i protagonisti che esistono dietro una casa editrice (soprattutto se piccola) e di capire quale è la loro, passami il termine, “filosofia”, e quella “filosofia” ti piace, allora scatta un legame molto forte, conservato nel tempo dalla certezza, che qualunque cosa pubblichino, non sarà mai una delusione. A me è capitato un anno e mezzo fa con i ragazzi di NEO. edizioni. E ormai è totale fiducia.

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