Le scoperte dell’anno passato

Non amo particolarmente fare i bilanci dell’anno che si chiude, però voglio fare uno strappo alla regola. Perché mi piace ripensare agli autori che ho “scoperto” nel corso del 2012, e ai quali mi sono subito affezionato.
Il primo (come non metterlo al primo posto?) è Richard Yates (“quello di Revolutionary Road), del quale ho già parlato qui. Sono “incappato” praticamente per caso in Cold Spring Harbour, e a seguire ho letto Easter Parade e Undici solitudini. La declinazione del concetto di famiglia in tutte le tipologie possibili e immaginabili. Edito da Minimumfax (@minimumfax).

Ho letto per la prima volta Kurt Vonnegut (Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini), e anche se  non amo il genere, l’ho trovato straordinario.
il 2012 è stato per me anche l’anno della scoperta di Irvine Welsh, del quale ho letto con grande godimento I segreti erotici dei grandi chef.
Infine, la riscoperta di Ian McEwan. Di lui avevo letto solo Cani neri, tanti anni fa, senza grande trasporto. Sono incappato in Solar, e devo dire cheè stata una folgorazione.
Voglio parlarvi anche di un altro scrittore, italiano, sardo come me, che ho conosciuto, uno scrittore veramente grande. Si chiama Nicola Lecca (@NicolaLecca), ha 36 anni, e ci ha regalato, tra gli altri, due perle come Hotel Borg e Il corpo odiato.
Per concludere, non posso non citare di avere rincontrato Malamud, finalmente. Mi mancava.

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