Il "triste destino" dello scrittore

La vita dello scrittore è dura, si sa. Scrivere, scrivere, scrivere. E bisogna faticare un sacco e essere bravi un sacco per riuscire a diventarlo, ovvero riuscire a pubblicare libri riconosciuti come tali e pertanto acquistati, discussi, apprezzati.
E una volta che finalmente hai fatto la tua gavetta, sei stato fortunatissimo, sei uno su quei mille bravi che ce la fa, cominciano davvero i guai. I guai? Sì.

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7 thoughts on “Il "triste destino" dello scrittore

  1. Sarà che le critiche non mi spaventano, ma preferirei rientrare nella categoria dei "bravi che ce l'hanno fatta" anche a costo di sentirmi criticare da alcuni, piuttosto che rimanere "mediocre" a vita e non scatenare l'entusiasmo o l'ira di nessuno.Come persona in genere non ispiro indifferenza o mi si apprezza o mi si odia e anche come scrittrice preferirei lo stesso! Questo alle 14.05 del 29.12.2012, poi magari cambierò idea!

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  2. L'idea del post è proprio questa: dire che l'invidia trova sempre ragioni per parlare, ma se si è sicuri delle prorie capacità, è meglio tirare avanti e pensare al proprio lavoro. Ciao!

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  3. Magari arrivare al punto di essere criticata!Comunque queste sono critiche fine a se stesse e una persona intelligente non dovrebbe nemmeno farci caso. Invece le critiche costruttive sono quelle che uno scrittore dovrebbe rincorrere, ma purtroppo lettori così intelligenti ce ne sono pochi…

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