Come scrivere un racconto. I consigli di scrittura di Flannery O’Connor – 1

Il racconto è talvolta considerato un genere  “minore “ rispetto al romanzo, più strutturato e articolato. Si pensa spesso che il racconto sia solo un romanzo molto corto.In realtà il racconto è un genere letterario particolare, che ha poco a che vedere con il romanzo e la lunghezza. Esistono racconti lunghi come romanzi corti (anche se sotto una certa lunghezza, per il romanzo forse ci si dovrebbe porre qualche domanda). Volendo definire in che cosa un racconto si differenzi da un romanzo, visto che la lunghezza da sola non è sufficiente, credo che non ci sia niente di più efficace che citare le parole di Vincenzo Cerami, per il quale il racconto si basa su un’unica idea forte, mentre il romanzo su tante idee deboli.

Ci sono stati grandissimi autori di racconti, che anzi non hanno mai scritto romanzi degni di rilievo. L’esempio più immediato è Raymond Carver, un maestro di ogni epoca del racconto. Ma maestri del racconto sono stati anche Flannery O’Connor, Ernest Hemingway, Richard Yates, pur avendo scritto romanzi di altissimo valore.
Flannery O’Connor, in particolare, ha parlato spesso dei racconti, e di come vadano scritti. Sostenendo, però che non esistono ricette per il racconto. Per lei, infatti, il racconto era “uno dei modi più spontanei e basilari dell’espressione umana“. Infatti, sosteneva, “uno comincia ad ascoltare e raccontare storie sin da piccolo, senza trovarci niente di particolarmente difficile“.
Certo, se lo ha detto lei sarà vero (almeno per una scrittrice della sua levatura). Ma provate a convincere un qualunque scrittore esordiente che magari intende partecipare a un concorso a tema econ lunghezza minima e massima prefissata, che per scrivere il suo racconto gli ci vorrà ben poco, visto che è qualcosa che tutti abbiamo connaturato in noi.
Flannery O’Connor, sia detto (ma probabilmente a questo punto era già chiaro) non credeva nelle tecniche; e non capiva perché alcuni abbiano più difficoltà di altri, nello scrivere racconti. Eppure, per lei era solo (!) “un’azione drammatica compiuta, dove i personaggi si svelano mediante l’azione, e l’azione è a sua volta condotta mediante i personaggi: il significato che se ne trae deriva dall’esperienza nel suo complesso. Un racconto implica sempre, in forma drammatica, il mistero della personalità“.
Da che cosa partire, allora, per screivere un racconto di livello? Dai particolari e dal modo di vederli dello scrittore. Se non si parte da qui, lo sguardo scivolerà sulle parole senza soffermarvisi, e non si sarà raggiunto niente.

[Continua]

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