I meccanismi di una storia

Chi scrive credo che potrà capirmi. Sei lì, ti sembra di avere un’idea, la giri e rigiri in testa sin quando ti sembra di averla catturata. La vedi come un tappeto rosso che ti si svolge davanti, e tu devi solo percorrerlo per arrivare alla fine.

Poi ti metti a scrivere, e la prima cosa che ti capita è decidere come iniziare, le prime parole. Scrivi qualcosa, la cancelli, fai un giro, un caffé e riprovi.
Supponiamo che finalmente questo inizio sia scritto, anche perché a forza di caffé si rischia di non dormire per settimane. Adesso la storia comincia a venir fuori, o almeno ci prova. E lì cominciano altri guai.
Sì, perché subito ti accorgi che quelle belle frasi che si creavano da sole nella tua testa sino a pochi minuti prima non ci sono più, sono sfuggenti come un topolino spaventato, inafferrabili come un lembo di nuvola.
E allora, che fare? Rinunciare? Non sia mai. Bisogna alimentare l’estro, in un modo o nell’altro. Quando mi trovo in questo stallo, io di solito apro un libro a caso, uno che mi ha colpito in modo particolare, che mi è piaciuto, e leggo frasi qua e là. Giusto per stimolarmi. Poi interrompo, e mi accorgo che nella mente qualcosa nuovamente si muove. Invece di tornare al computer prendo qualche appunto, mi rilasso, qualche altra spizzicata ai libri degli altri, ancora appunti, e magari un altro caffé o due passi. Devo “cogliermi alla sprovvista”, e per riuscirci devo distrarmi, spostare l’attenzione su qualcos’altro.
A questo punto generalmente le cose un po’ si sbloccano. E ciò che volevamo raccontare comincia a fluire.
Perché chi scrive perché spinto da questa specie di febbre dello scrivere, ha dentro un magma ribollente di emozioni, storie, idee. E allora, dobbiamo metterci nelle condizioni migliori perché il vulcano erutti, il magma venga alla luce, la roba salti fuori; in modo controllato, però.
Generalmente mi do un limite al numero di battute da scrivere al giorno, perché non voglio che la già modesta qualità ne abbia a soffrire anche più di quanto non faccia abitualmente. Poi interrompo. Quando non scrivo, leggo. Se non posso scrivere, cerco comunque di leggere. Perché se i libri che leggi sono belli, qualcosa per forza ti rimane attaccato, la bellezza è contagiosa. Mi piace pensarlo.

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7 thoughts on “I meccanismi di una storia

  1. Ti capisco bene, mi sono molto ritrovata in quello che dici. La febbre di cui parli è un cosa rara per quanto mi riguarda, forse non si può altro che cogliere quei momenti per scrivere il più possibile. Ed è anche vero quello che dici sul “cogliersi alla sprovvista”… Penso che forzarsi a scrivere sia sempre controproducente, personalmente quando lo faccio poi finisco per buttare tutto.

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  2. “ti accorgi che quelle belle frasi che si creavano da sole nella tua testa sino a pochi minuti prima non ci sono più”

    Ahah, è proprio così. La cosa più lunga che ho scritto, circa 1/3-1/2 di romanzo, è nata copiando la prima frase del Signore degli Anelli… e non era un fantasy. Mi ha aiutato a superare quella che in fisica chiamerei “barriera di potenziale”.
    Altro catalizzatore di creatività è la musica, ma il rischio di ascoltarla e non scrivere è alto.

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  3. … o anche “attrito di primo distacco”. io penso che si debba sempre cercare di scrivere, anche davanti al famoso “blocco della pagina bianca”, scrivere qualunque cosa, anche ciò che si vede dalla finestra, perchè serve proprio a sbloccarsi, a mettere in movimento le e mozioni e le idee. Per quanto riguarda la musica, ho dimenticato di citarla, ma effettivamente può aiutare molto. Ti svelo un segreto: quando proprio non gira, gioco a GT Legends, un gioco per PC di auto degli anni Sessanta. E di solito funziona, mi sblocco.

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  4. Concordo pienamente e nello scorrere il post mi è sembrato di ripercorre i miei (insani) tentativi di scrivere una storia. Le idee rotolano di continuo nella mia testa, specie mentre leggo un libro che mi piace e, finchè non arrivo alla carta è tutto pianificato. Poi i personaggi cominciano a fare le bizze,la storia a vacillare. Allora ripongo da una parte plot e personaggi e lascio riposare. Blog interessanti il tuo! lo metto nella mia blogroll!

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  5. Grazie per l'apprezzamento 🙂 Un modo per superare il problema di “perdere il filo” della storia appena si prova a scriverla potrebbe essere quello di fissare le idee, le frasi, le parole con appunti veloci da riprendere in un secondo momento. Visiterò il tuo blog. Ciao e a presto

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