I consigli di scrittura di Elmore Leonard

Vi propongo i consigli di scrittura di Elmore Leonard, tradotti e sintetizzati da me. Buona lettura.

1 Non cominciare mai un libro parlando del tempo. Se è solo per creare atmosfera e non una reazione dei personaggi al tempo, non andrai molto lontano. Il lettore salterà quelle pagine per cercare le persone.
2 Evita i prologhi, risultano fastidiosi specialmente se seguono una introduzione che viene dopo un preambolo. Sono cose normali ma nei saggi. Un prologo in un romanzo è un flashback, un antefatto, lo puoi inserire in un punto qualunque della storia.
3 Non usare altri vebi diversi da “disse” per i dialoghi. La riga di dialogo appartiene al personaggio, il verbo deriva dall’intromissione dell’autore. E “disse” è decisamente meno intrusivo di “mormorò”, “sospirò” eccetera. Una volta in un libro di Mary McCarty ho trovato un dialogo che finiva con “assertì”. Ho dovuto interrompere la lettura e cercarlo nel dizionario.

4 Non usare avverbi dopo “disse” per modificarlo:’ … disse gravemente.’ Usare un avverbio in questo modo (o in qualunque altro modo) è un peccato mortale. Lo scrittore si sta esponendo in prima persona usando una parola che può distrarre e modificare il ritomo del dialogo. Per intenderci, c’è un personaggio in uno dei miei libri che dice “Lei scriveva romanzi storici pieni di stupri e di avverbi”.
5 Tieni sotto controllo i punti esclamativi. Te ne sono concessi non più di due o tre ogni centomila parole di prosa. Solo se sai usare i punti esclamativi come Tom Wolfe puoi usarli a piacimento.
6 Non usare mai le parole “improvvisamente” o “si è scatenato l’inferno”. Questa regola non richiede spiegazioni. Oltretutto, ho notato che coloro che usano “improvvisamente” tendono ad avere meno controllo dei punti esclamativi.
7 Usa dialetti e slang con moderazione. Una volta che cominci a scrivere parole nei dialoghi foneticamente e a riempire la pagina di apostrofi, non riuscirai più a smettere.
8 Evita dettagliate descrizioni dei personaggi, come faceva Steinbeck. In “Colline come elefanti bianchi” di Hemingway, la descrizione dell’americano e della ragazza che è con lui è riassunta nella frase “Lei si tolse il cappello e lo appoggiò sul tavolo”. E’ l’unico riferimento a una descrizione fisica in tutta la storia.
9 Non lasciarti andare a complicate descrizioni di luoghi e cose, a meno che tu non sia Margaret Atwood e sia ingrado di dipingere scene con le parole. Devi evitare descrizioni che portano l’azione, il fluire della narrazione a un punto morto.
10 Cerca di non scrivere parti che il lettore tenderebbe a saltare. Pensa a quando leggendo un romanzo ti viene da saltare delle parti: paragrafi troppo lunghi e pieni di parole.
Ma la mia regola più importante è quella che riassume la numero 10: quando qualcosa sa di letterario, di scritto, allora lo riscrivo.


Elmore Leonard è nato a New Orleans nel 1925. Ha cominciato come scrittore di western, poi è passato al romanzo non di genere. Ha scritto decine di libri e numerose sceneggiature. E’ considerato un maestro del dialogo, che utlizza per portare avanti la narrazione.

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5 thoughts on “I consigli di scrittura di Elmore Leonard

  1. Ciao, Carlo. Per quel che riguarda lo scrivere in modo più naturale (che non sappia di falso o di costruito) ti consiglio un libro di Cotroneo R.: “Manuale di scrittura creativa”. Te lo indico perchè per la parte che riguarda le descrizioni è molto interessante e perché noto che a te piace leggere libri con consigli di scrittura… 🙂

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