Scrivere con la schiena diritta

Chi scrive secondo voi ha il dovere di mantenere indipendenza? O per essere ancora più netti: davanti a certe situazioni davanti alle quali è impossibile tacere, chi scrive, sia esso uno scrittore o un blogger, ha l’obbligo morale di schierarsi, fare sentire la propria voce, prendere posizione? La domanda ovviamente non ha una risposta semplice. A tutti noi, credo, piacerebbe poter dire (e forse lo diremmo, in perfetta buona fede): non mi piegherò mai al volere dei potenti, non asservirò mai la mia penna ai capricci o alle sollecitazioni di un editore, o di un magnate dell’industria, o di quel che si vuole.
Le cose però possono essere un po’ più complesse, meno nette e definite.

Supponiamo che non abbiate mai amato Berlusconi, anzi, che lo detestiate. E che abbiate sempre detto della Mondadori che pubblica libri commerciali, che bada solo al profitto, che non investe sui giovani. E improvvisamente, per qualche strana coincidenza astrale, un editor della Mondadori vi chiama dicendovi che sono interessanti al romanzo che da un anno tentate inutilmente di far pubblicare dalle Case editrici di tutta Italia. In tutta sincerità, come reagireste? Difficilmente diremmo di no.

Io credo che chi scrive debba mantenere una dignità, ma questo non significa che debba buttar via una buona occasione (ad averne!). Credo che avere una certa notorietà possa anzi aiutare a diffondere le proprie idee, a dare una maggiore visibilità al proprio messaggio, ad acquisire forza e rilievo, per modesto che sia.
E’ vero che su certe cose è veramente difficile tacere, ma non si è obbligati a farlo. Dipende dalle circostanze, penso, dal contesto, dalla situazione. Se scrivo fiabe utilizzerò le fiabe per diffondere messaggi e principii per me importanti. Se scrivo romanzi per adulti, farò lo stesso. In altre parole, i mezzi per farci sentire li abbiamo. Senza dover per forza fare le battaglie contro i mulini a vento. Si farebbe il gioco del nemico, per così dire. Un po’ di equilibrio, un po’ di coerenza. Tanto Mondadori non mi chiama (purtroppo).
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2 thoughts on “Scrivere con la schiena diritta

  1. Giusto. Ci sono dei valori di base sui quali non si può transigere. Però ci sono anche cose sulle quali le battaglie ideologiche hanno poco senso e poco impatto. Questo era il senso del post. Attendo con ansia il tuo allora!

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