Letture: I terribili segreti di Maxwell Sim, di Jonathan Coe

Gran Bretagna, tre o quattro anni fa. Maxwell Sim, fresco divorziato, ormai vicino ai cinquant’anni, lavora in un grande magazzino, capo reparto giocattoli. Non sta bene, soffre di depressione alimentata dal fatto che è ancora innamorato della ex moglie, che non solo ha tagliato i ponti con lui ma gli ha impedito di vedere regolarmente la figlia trasferendosi in un’altra città, e conduce un’esistenza solitaria, quasi senza relazioni, che si riducono oltre che ai colleghi ai “70 amici su Facebook”. Anche il rapporto con suo padre, che vive in Australia, è difficoltoso e conflittuale, fatto soprattutto di cose taciute e ingoiate anno dopo anno.A un certo punto, quasi per caso, Maxwell si lascia coinvolgere, più che altro perché non ha niente da perdere, in un “progetto innovativo”: diffondere in Gran Bretagna un nuovo tipo di spazzolino, altamente ecologico e completamente riciclabile, risposta eco-chic allo strapotere delle multinazionali delle materie plastiche, attraverso una spedizione ai quattro angoli dell’Isola.
Maxwell si dirige in Scozia alla guida di un’auto ibrida, esempio di sostenibilità nei trasporti, intraprendendo un viaggio che lo porterà ben più lontano: a fare i conti con la propria vita, con i propri problemi, con la parte meno presentabile e più nascosta di sè.
Il romanzo, come tutti quelli di Coe, è un buon romanzo, chiedendo scusa per il termine banale, anche se non a livello delle sue opere più note: la trama è originale, ed è sviluppata mischiandoci un po’ di magia delle cose e degli accadimenti (in questo Coe è un maestro, si pensi alla scena dell’aereo che cade in “La famiglia Winshaw”, che apre e chiude il libro). Ci sono momenti toccanti, mai melensi, e la figura di Maxwell Sim (“sim, come quella dei cellulari”) è resa in modo tridimensionale, corposo, profondo, accattivante. Esce dalla pagina, come si dice, ed è difficile da non amare e da dimenticare. E anche gli altri personaggi gli fanno da contorno in modo altrettanto forte e convincente.
C’è solo un neo, che può essere piccolo o grande, a seconda dei gusti di ciascuno, ed è la conclusione. Personalmente l’ho trovata banale, anche un po’ furba, e nel complesso ha tolto credibilità al resto dell’opera. Ma per quanto mi riguarda, se si riesce ad astrarsi da questo (di fatto si tratterebbe di “rinunciare” alle ultime righe), è uno di quei romanzi che si leggono in fretta e, poi, si consigliano senza  esitazioni.

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2 thoughts on “Letture: I terribili segreti di Maxwell Sim, di Jonathan Coe

  1. Sì, e “La famiglia Winshaw” allora? uno dei più bei libri che io abbia mai letto, o “La casa del sonno”, oppure “Donna per caso”.. veramente un grande, ma forse mal consigliato. Mah!

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