Quando cibo e letteratura si intrecciano

Rifletto spesso su come letteratura e cucina ogni tanto si sfiorino, e a volte si incontrino in modo camoroso sino a intrecciarsi indissolubilmente.
Evidentemente non è di libri di cucina, che parlo, ma di come, nella narrativa, di frequente entri il cibo.
Il cibo, va da sè, è una parte fondamentale del nostro esistere, sia come bisogno primario, sia come soddisfazione e piacere: il momento del mangiare è anche di socializzazione, di trasmissione di idee e valori, di educazione, perfino. Si pensi al momento del pranzo o della cena, in una famiglia, ricco di discussioni, confronto, idee.
Però, spesso il cibo compare nei romanzi in modo così netto da renderlo uno dei personaggi, sino, in qualche caso, a farlo diventare il protagonista principale.
Se per esempio quasi in ogni libro di Simenon c’è un accenno al cibo, “condito” da odori e anche, spesso, dai suoi effetti sulla digestione, in romanzi come “La visione di Emma Blau”, di Ursula Hegi, o “Le correzioni”, di Jonathan Franzen, ha una presenza così forte da diventare un personaggio principale. C’è Stefan, protagonista di “La visione di Emma Blau”, che, fuggito in America, apre un ristorante e pensa alla marinata da preparare anche mentre fa l’amore con la moglie; c’è Denise, uno dei protagonisti di “Le correzioni”, che tra un piatto e l’altro corre dall’amante per poi tornare tra i fornelli della cucina del ristorante alla moda da lei condotto.
Ma il romanzo dove il cibo addirittura deborda, diventando il personaggio principale, è “Gola”, di John Lanchester, un romanzo che è suddiviso addirittura in menu, anzichè in capitoli. Proprio attraverso differenti menu, infatti, si dipana la vicenda di un ricco esteta inglese che vive in una villa in Provenza, sino al tragico, logico epilogo.

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4 thoughts on “Quando cibo e letteratura si intrecciano

  1. Anche in “Conversazione in Sicilia” di Vittorini c'è una grande attenzione al cibo, come simbolo di condizioni sociali e relazioni.

    Ricordo anche di aver letto (molto tempo fa) “La scuola degli ingredienti segreti” di Bauermeister Erica che era incentrato sui cibi e gli ingredienti. Non ricordo molto altro su questo libro però mi sembrava attinente.

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  2. Interessante questo post; il cibo nel libro aiuta ad attivare tutti i sensi del lettore e, probabilmente ad essere più immerso nella lettura. Vengo direttamente dal blog di Romina Tamerici che ha segnalato il tuo post; lo avevo perso. Io nel mio blog Kokoro ho scritto un post sul cibo nelle fiabe, se ti va di dargli un'occhiata. Tornerò!

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