Non vendo i miei libri – Il rapporto tra libro e lettore

Non credo che riuscirei a disfarmi mai dei miei vecchi libri. Non mi sembra possibile, salvo naturalmente in caso di indigenza. Un libro, per quanto ne so, non è paragonabile a un indumento vecchio, una scarpa sfondata, un cappotto che ormai non ti sta più e occupa inutilmente posto prezioso nel tuo armadio.
Con i libri (parlo sempre, naturalmente, a titolo personale) si stabilisce un legame profondo, si potrebbe dire che un libro letto, e amato, costituisca un pezzo della nostra vita interiore, un momento della nostra crescita, in definitiva un amico, qualcuno che ha trascorso del tempo con noi segnandoci l’anima.
Perché il libro è strano. Un libro ha la caratteristica di essere allo stesso tempo un oggetto perfettamente tangibile, annusabile, soppesabile, ma anche il condensato, l’essenza, di pensieri, idee, emozioni, ricordi.
Oggi mi sono registrato al sito comprovendolibri.it, un sito che consente di vendere, acquistare o scambiare libri usati, sia per i privati che per le librerie. L’idea era di disfarmi di tre o quattro libri che, negli ultimi anni, ho cominciato a leggere ma alla fine non sono riusciti a toccarmi l’anima, a entrarmi nel cuore, e li ho abbandonati dopo poche decine di pagine.
La registrazione è andata a buon fine, sono stato autenticato tramite cellulare (è un sito molto serio), e ora ero pronto a inserire titoli e autori. E lì è arrivato il blocco.
Perché vedete, un libro è una parte di noi, se solo lo abbiamo preso in mano e sfogliato, cercando di scrutarlo attraverso le righe di stampa per tirarne fuori lo spirito, l’idea alla base, l’essenza. E poco importa se ci abbia catturato, facendosi divorare in una notte, oppure se ci abbia pigramente portato sino all’ultima pagina in un paio di settimane, dolce e lento e lezioso come una geisha esperta, o anche se, alla fin fine, ci abbia portato dopo mille esitazioni a chiuderlo prima del tempo. Perché se un libro incrocia la tua strada, perché ti ha “chiamato” dagli scaffali reali o virtuali di una libreria, oppure perché qualcuno te l’ìha consigliato o magari regalato, allora è fatta: non te ne liberi più.
Io questo oggi l’ho capito, l’ho capito veramente. E quindi, che i miei libri stanotte e per sempre dormano sonni tranquilli: anche se non mi sono piaciuti, non li venderò mai. Mai.

E tu, che cosa pensi del rapporto tra libro e lettore? Lascia la tua opinione

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7 thoughts on “Non vendo i miei libri – Il rapporto tra libro e lettore

  1. Anch'io se compro un libro poi non riesco più a rivenderlo. Lo sento mio.

    In generale però leggo libri presi in prestito in biblioteca e acquisto solo testi scolastici oppure libri che ho letto e amato particolarmente. Ne compro pochi proprio perché so che poi non riuscirei a separarmi da loro. E poi le biblioteche hanno un grande fascino!

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  2. Io sono gelosissima dei miei libri! Anche di quelli che non ho finito di leggere.
    Li curo e li custodisco come faccio con gli altri, perché non si sa mai che non mi venga voglia di finirli, in un altro momento della mia esistenza.
    Separarsi da un libro, poi, per me è una cosa tristissima.

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  3. in biblioteca, pur amando le biblioteche, non riesco a prendere niente se non qualche manuale di consultazione, proprio perché poi dovrei riportare indietro il libro. Che tristezza sarebbe!

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  4. Penso sia chiaro che la penso come te: il libro (scusa se sono un po' melodrammatico) è anche un “compagno di strada”, e vivrei la separazione come un piccolo trauma

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  5. Bene, Carlo, un libro che ti ha “chiamato” per essere acquistato da te si rivela, quasi sempre un amico migliore di quelli in carne ed ossa. Io ne possiedo alcuni che ho letto e riletto mollte volte e in cui ogni volta, trovo cose nuove. Oppure gli stessi consigli per i quali mi sorprendo a pensare “Quello che c'è scritto qui è giusto; o che sono d'accordo con quello che penso. Un libro amico è anche un libro in cui ritrovi cose che tu vorresti aver scritto. Sono sostanzialmente d'accordo con te sul rapporto lettore-libro (o libro-lettore?).

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