I dieci libri da NON portare in vacanza

Periodo di vacanze e di letture sotto l’ombrellone o in montagna; e tutti, come ogni anno, a consigliare questo o quello. Io, invece, voglio segnalarvi i libri che, diciamo nell’ultimo anno e mezzo, ho trovato per vari motivi “poco piacevoli”. Certo, sui gusti non si discute, e proprio per questo ho diritto anch’io di dire la mia, sperando di non offendere nessuno: sono semplicemente opinioni personali.
Ah, i libri non sono dieci ma sei; però dieci nel titolo suonava meglio.
Ecco l’elenco, in ordine casuale.

Piperno – Con le peggiori intenzioni
Si può parlare male del vincitore del Premio Strega? Spero che almeno non si sia obbligati a parlarne bene. Il libro parte anche benino, con un buon inizio, un preambolo che però va avanti per tutto il libro, sino alla sospirata parola “fine”. Ed è infarcito di storielle anni ottanta stile “I ragazzi della terza C”. Inutile.

Barry Gifford – Cuore selvaggio
Racconta una storia d’amore vissuta mediante la classica fuga attraverso l’America. Lui e lei sono giovani e belli. La madre di lei non si arrende alla fuga della figlia e la manda a cercare da un vecchio amico, nonchè suo spasimante. Qualche barlume di discreta scrittura, ma storia non ce n’è, tutto o quasi tutto già visto, sentito, rimuginato. Banale.

Arnon GrunbergLunedì blu

Solamente una sequenza ininterrotta di atti sessuali compiuti tra il protagonista, un ragazzo di Amsterdam, e prostitute tutte uguali. Se si rimescolano i capitoli a caso non si nota alcuna differenza. Ripetitivo.
Coelho – il vincitore è solo
Tutti i più triti stereotipi del mondo della moda e della finanza internazionale. Farebbe meglio a cambiare ghost-writer. Prevedibile.
Baricco – Castelli di rabbia
Devo parlar male di un altro mostro sacro. Pazienza. “Castelli di rabbia” è lezioso, autocompiacente, scritto da Baricco per rileggerselo a voce alta e dirsi quanto è bravo. Supponente.

Trueba – Aperto tutta la notte
La storia di una famiglia madrilena alle prese con i turbamenti erotico-amorosi dell’adolescenza, della mezza età o della senilità. Frullati insieme e buttati sulle pagine. Sgangherato.
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2 thoughts on “I dieci libri da NON portare in vacanza

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