I concorsi letterari: partecipare o no?

Concorsi letterari, che passione. Provate a fare una ricerca su un qualunque motore, in Rete: avrete un profluvio di concorsi di (quasi) ogni genere e specie.
Sicuramente quelli presenti in maggior numero sono i concorsi riservati ai racconti, di varia lunghezza; ma non mancano quelli poetici. Più rari quelli per romanzi.
Il fenomeno è assai interessante, ed è figlio, ritengo, del momento difficile, che per l’editoria italiana è ancora più difficile e lo è già da tempo.
Però credo che prima di partecipare sia essere consapevole di un fatto: non sempre, anzi, forse di rado, questo concorsi hanno la finalità primaria di dare spazio a voci nuove. In che senso? Provo a fare un esempio, che naturalmente non deve indurre a generalizzare.
Supponiamo di bandire un concorso per racconti, con la pubblicazione, come premio, di una raccolta dei primi, poniamo, trenta classificati. Quota di partecipazione: quindici euro.
Non è difficile ipotizzare che a un concorso così partecipino 150 autori, ai quali corrispondono 2250 euro di quote di partecipazione.
Comunque sia, si arriva alla finale, e vengono scelti i fatidici trenta racconti. Si prepara l’edizione, acquistabile sul sito della casa editrice per 15 o 20 euro, e la cosa viene adeguatamente pubblicizzata tra i partecipanti. Ognuno dei 30 acquista due copie, una per sé e una da regalare o mostrare a parenti o amici. A un prezzo medio di 17 euro, sono altri 1000 euro circa, che sommati ai 2250 di quote di partecipazione fanno 3250 euro. Se l’editore ha fatto stampare 100 copie, i ricavi sono di 32,50 euro a copia. Non male, vero?
Questo non significa però che tutti i concorsi siano pensati in questo modo, o abbiano queste finalità; e comunque, un concorso a mio avviso è sempre una buona palestra per chi ambisce a scrivere. Perché se anche probabilmente molti editori cercano di “dividere” i costi con i partecipanti, realisticamente la selezione dei finalisti è fatta con serietà e impegno, sulla base della qualità dei racconti; e quindi per un autore è sempre una misura del proprio lavoro.
Quindi, se si intende partecipare a un racconto con quota di iscrizione, suggerisco innanzitutto di controllare da chi è formata la giuria (diffiderei di giurie costituite solo da persone della casa editrice), se il concorso ha una periodicità normale, ovvero una volta all’anno, oppure se ogni pochi mesi si ripete (evenienza piuttosto “sospetta”), e magari se altri autori che hanno già partecipato esprimono sui forum giudizi critici o addirittura negativi.
Fatta questa “scrematura”, si può anche pagare, per partecipare, purché i costi siano effettivamente quelli “di segreteria” e non il modo per sgravarsi del rischio di impresa scaricandolo su autori che, pur di vedere il proprio nome stampato su un libro, non esitano a versare una quota, soprattutto quando è popolare come quelle normalmente richieste.
Discorso completamente diverso, naturalmente, per i concorsi gratuiti o per quelli che danno premi in denaro, anche interessanti: per questi, evidentemente, il problema non si pone, sempre che i premi non vengano assegnati a personaggi “di comodo” e siano solo specchietti per le allodole.
In conclusione, non bisogna evitare i concorsi letterari, ma sicuramente scegliere con cura quelli ai quali partecipare: è un modo per confrontarsi con lettori qualificati, e magari per farsi conoscere e apprezzare.

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One thought on “I concorsi letterari: partecipare o no?

  1. Io ho partecipato a concorsi di vario tipo, sia di poesia sia per racconti, sia a pagamento sia gratuiti. Alcuni effettivamento sono un po' sospetti e hanno quote di partecipazione molto alte. Io in genere non spendo più di una decina di euro, che è una cifra fattibile per mettersi in gioco (voglio dire, c'è gente che compra i gratta-e-vinci, no? Io punto su di me, nel bene o nel male). Al momento però sto favorendo i concorsi gratuiti e soprattutto quelli che prevedono spazi di confronto tra i partecipanti, perché è così che si impara di più. Poi mai dire mai su niente. Sono anche nella giuria di un premio letterario che si tiene una volta l'anno (quota di iscrizione 10 euro ma distribuzione gratuita dell'antologia finale per tutti). Insomma, la questione è complessa!

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