Carver: oggi sarebbero stati 74

Se non fosse morto nel 1988, oggi Raymond Carver avrebbe compiuto 74 anni, un’età abbastanza “verde” per scrivere, certamente. Se non fosse morto, ci avrebbe sicuramente ancora trasportato nel suo mondo fatto di gesti apparentemente insignificanti, piccole cose, persone comuni, così comuni da essere proprio per questo importanti, rappresentando caratteri universali.
E invece, a cinquant’anni è scomparso, distrutto da un tumore. Ma pur prostrato dalla malattia, negli ultimi mesi di vita non rinunciò a lavorare.  “Vorrei avere ancora un po’ di tempo. Non cinque anni, e nemmeno tre, non potrei sperare così tanto — ma se avessi anche solo un anno. Se sapessi di avere un anno”, è riportato in un suo appunto, e descrive con la stessa forza dei suoi racconti i sentimenti e la tensione verso la scrittura, sino alla fine.
Citare opere di Carver etichettandole come “migliori” non è facile, sia per il numero veramente notevole di racconti sia perché sarebbe un’etichetta, appunto, che annullerebbe in modo sommario e arrogante le sfumature che distinguono un racconto dal’altro (anche se a onor del vero tutti i racconti hanno un tema dominante: la coppia che si muove nell’habitat domestico). Voglio però citare, perché li amo particolarmente, “Cattedrale”, “Una cosa piccola ma buona”, “Con tanta di quell’acqua a due passi da casa”.
Buon compleanno, Raymond.
 

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