NEO Edizioni: libri fatti a mano come pezzi unici. Intervista ad Angelo Biasella

Nel panorama delle case editrici cosiddette “minori” (come dimensioni, non certo come significato nel panorama letterario italiano) bisogna parlare della NEO edizioni, una casa editrice abruzzese che riesce a caratterizzarsi in modo netto per lo stile delle proposte editoriali, del marchio, della conduzione.
Ho rivolto a uno dei fondatori, Angelo Biasella, qualche domanda, per aiutarci a capire meglio che cosa significhi essere editori oggi, in tempi di crisi non solo economica ma anche di lettori, con un’offerta quantitativamente impressionante, anche a causa di fenomeni ormai di massa come l’autopubblicazione.

Angelo, raccontaci in poche parole che cos’è NEO Edizioni.

La Neo. Edizioni nasce nel 2008 a Castel di Sangro, ridente cittadina dell’appennino abruzzese: metà strada tra Roma, Napoli e Pescara. Per adesso ci occupiamo di narrativa di varia e poesia ma ci stiamo aprendo anche alla saggistica. Ci piacciono gli sguardi sghembi sul mondo. I nostri autori devono avere visioni più che semplici punti di vista.

Visioni come è capitato ai suoi due fondatori, immagino.

Infatti. Siamo in due: io, ovvero Angelo Biasella, e Francesco Coscioni. Mentre io sono un ex giornalista, Francesco è un esperto di marketing. E, alle spalle, lavori poco edificanti ognuno nel proprio ambito di riferimento.

E a un certo punto…

E a un certo punto ci siamo resi conto che la nostra ossessione per la buona letteratura poteva trovare uno sfogo. Abbiamo deciso di voltare le spalle al passato, di guardare avanti: il futuro è una scommessa infinita. Basterebbe continuare ad emozionarci per i libri che facciamo. 

Che cosa significa essere piccoli editori oggi? quali le difficoltà, gli aspetti positivi, le peculiarità? visto il panorama attuale del settore…

Quello editoriale è un mercato molto difficile. Tutti, nella filiera, si lamentano. Si lamentano gli autori che non riescono a firmare contratti soddisfacenti, si lamentano gli editori che non riescono più a fare cassa, si lamentano i distributori perché il giro d’affari è in perenne contrazione e si lamentano i librai perché la logica delle librerie di catena sta minando alla base la possibilità di un’offerta capillare e diversificata. Penso che il sistema, così come è stato finora, stia tendendo ad implodere. Le sacche di sopravvivenza sono sempre più strette e sempre più ad uso esclusivo dei grandi gruppi editoriali. Per lo più, a noi piccoli tocca stare alla finestra e vedere cosa succede con l’avvento degli e-book, ora che gli e-reader sono disponibili a prezzi accessibili. Nel frattempo, è vitale fidelizzare il più possibile i propri lettori e non deluderli pubblicando libri troppo distanti dalla linea editoriale scelta in precedenza.
Comunque, le maggiori difficoltà, per noi, sono sicuramente riconducibili alla poca visibilità che hanno i nostri libri. Distributori e promotori nazionali hanno poca (o nessuna) propensione a scommettere su realtà poco consolidate sul mercato e poco strutturate a livello di organigramma. Tutto l’ambiente editoriale italiano, inoltre, risente di una particolare ansia da prestazione che istericizza gli addetti ai lavori e fagocita irrimediabilmente – nel giro di massimo un mese – ogni nuova uscita. Noi, dal canto nostro, cerchiamo di dare una vita più lunga ai nostri libri. Li seguiamo fino ad un anno e oltre dalla pubblicazione. Questo perché scegliamo solo bei libri e pensiamo che i nostri autori meritino uno sforzo duraturo da parte nostra… e poi siamo tipi sentimentali: le storie d’amore hanno bisogno di tempo. Le sveltine le lasciamo agli altri.
Il bello di aver fondato una casa editrice è esattamente questo: avere totale libertà decisionale.

Quali sono le opportunità che un piccolo editore può offrire a un autore o a un lettore?

All’autore offriamo professionalità (questo, chiaramente, è un giudizio soggettivo. Tutto da verificare) e soprattutto una vetrina e un’opportunità. Alcuni dei nostri autori, dopo aver esordito con noi, sono emigrati – giustamente –  verso lidi più esclusivi. I grandi gruppi sono piuttosto reticenti ad investire su autori che non abbiano già un nome. Gli editori di prima fascia tendono ad andare sul sicuro e paradossalmente tocca a noi scoprire nuovi talenti, scommettere su di loro e investire sulle loro opere.
Ai nostri lettori, invece, garantiamo libri sinceri e con molto carattere. Non abbiamo alcuna paura di osare.

Posso confermarlo. Sto leggendo “Poesie antirughe” di Alessandra Racca, e devo dire che è assolutamente fuori dal “solco”. Ma mi piacerebbe capire meglio in che cosa si distingua la vostra casa editrice

Finora abbiamo attivato 4 collane. Iena: narrativa caustica, sarcastica, per lettori col pelo sullo stomaco. Dry: narrativa ariosa; romanzi di trama scritti da narratori puri. Potlach: narrativa straniera. Intimate: poesia “pop” lontana da tecnicismi usuranti; una poesia leggera ma mai banale, in grado di far sorridere sulle asperità della vita.

Qualche autore o opera da segnalarci? Che cosa avete in cantiere?
Ai primi di marzo usciamo con un nuovo romanzo. Il libro si intitola “Le 13 cose” ed è scritto da un esordiente della provincia di Como. Alessandro Turati, questo l’autore, ci ha convinto per il suo stile innovativo, il suo sguardo sbieco e soprattutto per la sua totale mancanza di senno. Non so se si possa dire in quest’ambito ma lui, in quanto a scrittura, è un autore parecchio “avventato”. È bastato questo a farci innamorare. Lo consiglio a chi è stanco delle solite solfe.

Altri progetti per il futuro?

Una famiglia, una casa, un’utilitaria beige, qualche giorno di ferie… cose così… ah sì, vorremmo pubblicare il nuovo romanzo di Michel Houellebecq e scoprire il Foster Wallace del prossimo trentennio. 🙂

Bene, abbiamo concluso, ti lascio al tuo lavoro. Approfitta di questo spazio per fare un “appello” o parlare di un tema che vi sta particolarmente a cuore

Vogliamo rivolgerci ai lettori. In libreria, alle fiere del libro, in rete, dovunque vi interessiate all’acquisto di un libro, andate alla scoperta delle case editrici indipendenti. Molte volte la sorpresa, la qualità e l’originalità si annidano lì. I libri dei grandi gruppi escono da una catena di montaggio; i libri dei piccoli editori sono come prodotti lavorati a mano, con passione e dedizione assoluta. Pezzi unici – si fa per dire – dal valore inestimabile.

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